Omaggio a Indro, ma senza troppo risalto

Fini, Mughini e la copertina con Montanelli
Giampiero Mughini, La mia generazione. Le idee, i personaggi, i sogni di una casa a Trinità dei Pellegrini, Mondadori 2002, 168 pagine, Euro 14,80. Terza parte.
Pagine 78 e 79: «Al mensile Pagina proposi che a fare da direttore fosse Ernesto Galli della Loggia e che in redazione ci fosse Paolo Mieli. Su uno dei primi numeri decidemmo di scrivere una “lettera aperta” a Indro Montanelli, e che sarei stato io a scriverla. Era la prima volta (1983, ndr) che qualcuno della nostra generazione gli si rivolgeva ammirativamente, lui che sino a quel momento era stato inviso e maledetto dall’opinione pubblica di sinistra. Ci fu una lunga discussione tra noi se richiamare in copertina o no quella lettera. Scrivere ammirativamente a Montanelli va bene, ma addirittura mettere in copertina il suo nome, a qualcuno di noi pareva troppo. Se ricordo bene il più fieramente avverso era Massimo Fini, il combattivo “bastian contrario” del nostro giornalismo, uno che qualche anno dopo avrebbe chiesto a Indro la prefazione a un suo libro».
«Se pronunciare apertamente o sommessamente un elogio di Montanelli, questo era lo stato dell’arte, a metà degli anni Ottanta, pur tra i più arditi di noi. E quando Indro è stato divinizzato da quella stessa sinistra che per trent’anni lo aveva demonizzato, sempre mi ricordavo di quella nostra discussione se fosse opportuno o no dare risalto alla nostra ammirazione per lui».