Omaggio a Mozart, sinfonia di «strisce»

In mostra le tavole di Milo Manara con la biografia del musicista e la genesi delle sue opere più importanti

Francesca Amé

«Bianco e rosso e tondolino, oh che amore di bambino» è la prima battuta che compare sul «Corriere dei Piccoli», allora supplemento illustrato del «Corriere della Sera». Costava dieci centesimi: era il 27 dicembre del 1908 e nasceva il fumetto italiano. Prima di allora, il quotidiano di via Solferino aveva omaggiato Wilheim Bush, storico «papà» del fumetto, con uno speciale natalizio datato 1887 che proponeva i suoi «romanzetti saturi di buffoneria». Il primo numero del «Corriere dei Piccoli» con i disegni di Bush è in mostra da venerdì a domenica all’interno di Cartoomics 2006, il tredicesimo Salone del fumetto che attirerà alla Fiera Milano City un buon numero di appassionati (44mila gli spettatori previsti).
Si comincia con la preziosa carrellata dei «numeri uno», raccolti nella mostra «Tesori di carta» allestita grazie alla competenza di Luigi Bona, Enrico Ercole e Riccardo Mazzoni. Farà gola agli aficionados giovani e meno giovani: accanto al primo numero del «Corrierino», compaiono le prime edizioni di fumetti e testate per ragazzi. Ecco i nomi: Diabolik, il mitico Tex Willer e poi ancora, datato 1932, Topolino Giornale, Monello (1933), Vittorioso (1937) ma anche Il Balilla e La Piccola Italiana, testimonianza del fumetto durante il Ventennio, senza dimenticare chi ha modellato lìimmaginario di più di una generazione come Linus, Corto Maltese e Dylan Dog, mito dei giovani degli anni Novanta.
Accanto a questo viaggio nella storia del fumetto italiano, Cartoomics dedica un omaggio tutto speciale al 250° anniversario della nascita di Mozart. La cui tormentata vicenda ha ispirato commedie e film, compresi i tanti disegni, stampe e ritratti che gli furono tributati dopo la prematura scomparsa. Ebbene, diverse penne del fumetto moderno non hanno saputo resistere alla tentazione di mettere su carta vizi e virtù di questo genio. Ne sono uscite una sessantina di tavole che Enrico Ercole è andato a scovare in giro e che saranno allestiste nella mostra «Mozart a strisce».
Colpiscono per la potenza del disegno le illustrazioni di Milo Manara: racchiuse nel volume «Pentiti!», voluto dall’Associazione Mozart Italia ed edito da Leopoldo Bloom, sono una chicca non solo per gli appassionati del fumetto ma per tutti i melomani. L’inconfondibile tratto di Manara si concentra sulla genesi delle opere scritte per Mozart da Lorenzo Da Ponte: «Le nozze di Figaro»¸ «Il Don Giovanni» e «Così fan tutte». Nei disegni, la biografia del maestro, gli atteggiamenti libertini del suo librettista e la società del tempo vanno di pari passo con la cura filologica e l’analisi delle celebri composizioni. Tra le tavole più intense c’è «La composizione del Requiem», che richiama il celebre «Amadeus» in celluloide girato da Milos Forman.
Nel 1991 ricorreva il 200° anniversario della morte del compositore e, così come oggi, diversi furono i tributi in suo onore tra cui la biografia mozartiana a fumetti pubblicata da «Il Giornalino», un numero di Topolino intitolato «Topolino e l’eredità di Mozart», «Il mistero di Mozart» con Maryin Mystère per casa Bonelli, tutti adesso in mostra a Cartoomics. Tra questi spicca la celebre Linea di Osvaldo Cavandoli: messa in cantina dopo i successi degli anni Settanta e Ottanta, si risvegliò per vestire i panni di Mozart, anzi di «Trazom» (Mozart scritto al contrario), con il caratteristico codino e la marsina di rigore. Ne esce un buffo film d’animazione di una manciata di minuti su musiche mozartiane: per non prendere (neanche i geni) mai troppo sul serio.