Omaggio alla voce calda del bolero cubano

L’isola Tiberina dedica la sera di Ferragosto alla figura di Ibrahim Ferrer, da poco scomparso, con il documentario «Buena Vista Social Club»

L’Isola del cinema ha deciso di rivedere il programma di domani per dedicarlo a una delle voci più rappresentative di Cuba: Ibrahim Ferrer, scomparso lo scorso 7 agosto all’Avana. Alle 21.30 si potrà assistere al documentario musicale «Buena Vista Social Club». Nato nel 1927 in una balera di Santiago de Cuba, Ibrahim Ferrer aveva le note nel sangue, erano le sue compagne di vita. In occasione del suo primo spettacolo dal vivo, ancora adolescente, ricevette 1 peso e 50: si sentiva un milionario. Ma il primo riconoscimento ufficiale, il Latin Grammy Award come migliore artista emergente (ironia della sorte), non giunse che all’età di 70 anni. Una vita non facile, la sua: era convinto di essere perseguitato da una cattiva sorte e per questo decise di ritirarsi dalla scena negli anni Ottanta, fino a quando Ry Cooder bussò alla sua porta per proporgli «Buena Vista Social Club».
Diretto da Wim Wenders, il celebre documentario musicale è un tripudio commovente di amore per la musica, sentimenti, calore umano. Nato in collaborazione con il chitarrista Ry Cooder, filma una Cuba invasa dal bolero e dal cha cha cha con protagonisti i «super abuelos», i supernonni (tra cui ricordiamo Compay Segundo, Rubén Gonzalez, Manuel Vazquez, Oara Portuondo, Eliades Ochoa) e di cui Ibrahim era il naturale portavoce, lui che a Cuba era una leggenda vivente.
L’Isola del cinema ripropone questo capolavoro, dedicando la serata ferragostana a uno dei musicisti che, con la sua umanità e il suo talento, ha dato un contributo inestimabile al patrimonio mondiale. L’impatto di «Buena Vista Social Club» sul mondo della musica è stato epocale, non solo per aver fatto emergere dall’oblio un gruppo di musicisti e un mondo in via di estinzione, ma anche per aver rappresentato una sorta di stele di Rosetta grazie alla quale è stato possibile interpretare l’influenza della musica latina nel mondo nell’ultima metà del secolo. L’omaggio alla musica continua con la proiezione di «Sacred sounds» (ore 23.30), un documentario musicale del regista italoamericano Carmine Cervi.
Girato al Festival di musica sacra a Fez, in Marocco, è un viaggio nel genere attraverso interviste a musicisti e antropologi da tutto il mondo, ma soprattutto attraverso le performance dal vivo di gruppi tradizionali cristiani, musulmani ed ebrei: si spazia dai gospel afroamericani ai canti gregoriani, dagli gnawa maghrebini alla musica sacra indiana. Il documentario abbatte le barriere culturali, politiche e religiose per celebrare le affinità tra le culture, così come la loro diversità: un’esperienza sensuale e mistica in una città affascinante del Nord Africa che custodisce una delle più antiche università del mondo.
L’attività prosegue martedì 16 con la «Serata vino» e la proiezione della delicata commedia di Alexander Payne «Sideways» alle 21.30 (biglietti 5 euro, ridotti 4); alle 23.30, «Mondovino» di Jonathan Nossiter (3 euro, ridotti 2 euro). Mercoledì 17, due film che la passata stagione hanno avuto un ottimo successo di pubblico: la biografia di Ray Charles, «Ray» di Taylor Hackford alle 21.30 (ingressi 5 e 4 euro) e, alle 23.30 «Assassination», un film forte ispirato a una storia vera, di Niels Mueller e con uno strepitoso Sean Penn (al costo di 3 o 2 euro).
In piazza San Bartolomeo all’Isola; informazioni allo 06-5811060. Biglietti per la serata dedicata a Ibrahim Ferrer 2-3 euro.