In ombra gli assicurativi

Piazza Affari ha preso ieri una piega decisamente negativa, dopo giorni di tentennamenti. Dalle erosioni marginali degli indici si è passati a flessioni superiori dell’1%, il doppio, all’incirca, delle perdite accusate dalle altre Borse europee. Quasi raddoppiato anche il volume degli scambi, a circa 6,3 miliardi, per effetto anche di numerose «liquidazioni» di pacchetti che ruotavano intorno al risiko bancario, e al caso Rcs. La perdita di quest’ultimo ha sfiorato il 2%, mentre l’offerta ha insistito ancora su Unipol ordinarie, in fase di aumento di capitale. Giù ancora Popolare italiana (meno 3,6%). Tra le blue chip buona la tenuta di Fiat, sopra i 7 euro, mentre restano sempre nell’ombra gli assicurativi, che tuttavia seguono la tendenza prevalente del mercato. L’attenzione degli operatori si è ancora rivolta ai titoli energetici, con Eni e Saipem che arretrano di oltre il 2%. È proseguito il balletto di Gemina, che ieri ha guadagnato quasi il 6%, a dispetto di Save (meno 4,8%) e in attesa di una maggiore visibilità nell’azionariato della holding milanese. In fondo al listino balza Azimut (più 3,5%), migliora Geox (più 2,3%), ma in calo Aedes del 5,3% dopo una cessione immobiliare.