Ombra scommesse: i pm rigiocano Sampdoria-Catania

(...) Il difensore Gianluca Falsini, che è stato minacciato di morte dagli ultras catanesi, ha ribadito «di non aver mai scommesso in vita sua». Lo stesso dice Pantanelli, oggi all’Avellino. «Non hanno fatto alcuna scommessa in vita loro» insiste Mattia Grassani, l’avvocato che assiste entrambi. Domani il legale presenterà una richiesta ufficiale alla Procura di Siracusa per «verificare la fondatezza delle indiscrezioni di stampa» su un presunto giro di scommesse clandestine. «Fino a questo momento - dice - ai miei assistiti non è stata mossa alcuna contestazione: non sono stati sentiti né hanno ricevuto informazione di garanzia. Se dovessero essere indagati chiederemo di essere sentiti urgentemente per chiarire al più presto la vicenda, altrimenti vedremo gli atti opportuni da adottare. Per adesso le uniche notizie che abbiamo le abbiamo apprese dalla stampa, ma certo non per colpa dei giornalisti che fanno il loro lavoro...». Nessun commento, invece, dal Catania. «Non ho niente da dire ma seppur parte lesa, siamo stufi di finire sempre sui giornali» sbotta Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del club siciliano. E aggiunge: «Un mese e mezzo fa il presidente Pulvirenti era stato chiaro quando in conferenza stampa aveva detto che sulla vicenda che riguarda Biso, Falsini e Pantanelli non avevamo niente da dire e questa vicenda riguarda due di quei tre giocatori».
In tutta questa storia (vera o presunta che sia) la Samp c’entra davvero poco. Il successo ottenuto con il Catania (era il 20 maggio) fu citato ad esempio in un finale di campionato dove i pareggi fra dirette concorrenti alla salvezza arrivavano con troppa frequenza. A rileggere le cronache della gara (sulle tribune ci fu anche un accesso scambio di battute fra il presidente Garrone e Ignazio La Russa, poi chiarito) si ha l’idea di una partita combattuta. La Samp avrebbe potuto segnare altri gol, ma il successo arrivò grazie a una serie di interventi determinanti del portiere Castellazzi, un ex, che si oppose ai tiri ravvicinati di Mascara e Spinesi e nel finale a un colpo di testa di Cesar.
Finì con la vittoria doriana, col presidente Garrone in campo insieme ai giocatori, a Novellino e ai giovani della Primavera che il giorno prima avevano perso la finale per il titolo italiano. Una festa, insomma. Senza ombre.