Ombralonga, a Chioggia per abbuffarsi

Il 18 maggio, dopodomani, compirà 18 anni una manifestazione nata nel 1990 dall'intraprendenza di un gruppo di amici trevigiani che si è trasforma nel tempo in happening a tutti gli effetti. La formula è ghiotta: buon vino, buona cucina, passeggiate e sano e semplice divertimento. La novità dell'Ombralonga, ombralonga.it, sta nell'avere scelto come terreno di gioco Chioggia, per portare gli iscritti a conoscere un altro angolo del territorio veneto. Per partecipare al tour tra antiche enoteche, piccole osterie e angoli suggestivi è sufficiente iscriversi presso uno stand dell'associazione, ritirare il proprio kit di sopravvivenza (composto da bicchiere per degustazione, porta bicchiere e mappa di Chioggia con contrassegnati tutti i locali e i ristoranti aderenti all'iniziativa) e iniziare la passeggiata. Non vi sono percorsi prestabiliti: ogni iscritto può creare il suo itinerario seguendo il proprio gusto e facendosi guidare dal proprio naso. La mappa in dotazione infatti riporta, per ogni locale coinvolto, il menù e i vini proposti.
Chioggia vanta una tradizione culinaria di tutto interesse, basata sulla pesca marina e lagunare e su prodotti tipici quali il radicchio, la cipolla bianca, la zucca; difficile non farsi coinvolgere in una giornata alla scoperta dei sapori locali: sarde, acciughe, vongole, gamberetti, broeto (zuppa con pesci e molluschi), moleche (granchi in muta) e masanete (granchi femmina cotti in acqua bollente serviti con olio e limone), seppie, radicchio, carciofi, la succa baruca (zucca di Chioggia cotta al forno), bossolà (il pane di Chioggia a forma di anello), smegiassa (focaccia a base di miele nero, farina, zucca, uva passa pinoli e zucchero), berolini (fatti con farina, melassa e anice), papini (ciambelline alla vaniglia)...