Omicidi e storie d’amore «Gente di mare» salpa dal Porto Antico

Questa sera su Rai1 alle 21 andrà in onda la prima puntata della fiction che racconta le avventure della Guardia Costiera

Paola Balsomini

«Gente di mare» che se ne va da Genova per raggiungere Reggio Calabria. In sintesi possiamo dire che la trama è in appena tre parole. Il mare, con la Capitaneria di Porto al centro della fiction prodotta dalla Rai e in onda a partire da questa sera alle 21, Genova che adotta il tenente di Vascello Angelo Sammarco (interpretato da Lorenzo Crespi) e la località di Tropea in cui si snoda il thriller della Sony Pictures Television International e della Palomar Endemol. Le riprese sono durate quasi un anno e l’idea era venuta all’attore Paolo Calissano prima della vicenda che lo ha visto coinvolto alla fine di settembre nella morte di una ballerina brasiliana. Il film infatti ha un tocco genovese, «nascendo» proprio tra i flutti del capoluogo ligure: il protagonista, Angelo Sammarco, giovane e brillante ufficiale della Guardia Costiera vive e lavora da anni a Genova, nel Porto Antico, da quando in Calabria ha perso il padre in circostanze misteriose, sottratto alla famiglia di un amico del padre, Carmine Amitrano, interpretato magistralmente da Eros Pagni; esperto oceanografico, Sammarco viene praticamente obbligato a seguire, dopo anni di lontananza dalla sua terra d’origine, un caso a Tropea, dove ritrova l’amore, quello per Margherita (interpretata da Vanessa Gravina), che nel frattempo si è laureata ed è diventata medico fiduciario della stessa Guardia Costiera locale. La trama, ovviamente, si snoda attorno ad un omicidio: quello di una donna per cui viene accusato il tenente di Vascello Giacomo Onorato, comandante del Circomare.
Sarà proprio Sammarco, nel corso delle dodici puntate in programma su Rai1, a risolvere il mistero dell’omicidio della donna e dello stesso Onorato che a sua volta viene assassinato. Nel frattempo, anche per amore di Margherita, Sammarco è obbligato a lasciare la promettente carriera genovese di oceanografo e chiede di rimanere a Tropea. Nel corso degli episodi vengono alla luce anche pericolosi traffici di sostanze tossiche e alla fine il protagonista riuscirà a risolvere il «buco nero» della sua infanzia, scoprendo le circostanze misteriose in cui tanti anni prima era morto il padre.
Proprio nell’arco delle dodici puntate vengono in qualche modo rappresentati anche molti degli interventi che ogni giorno la Guardia Costiera effettua: dalle emergenze per gli sbarchi dei clandestini, al recupero di imbarcazioni, alla tutela dell’ambiente marino. Duecentotrenta sono i mezzi navali dati in dotazione dalla Guardia Costiera per le riprese del film, oltre alle unità aeree. Mille comparse, 200 attori, sono alcuni numeri della fiction in onda sulla Rai; una serie televisiva (la prima in tutta Europa) girata in alta definizione con riprese anche subacque che mettono in risalto le bellezze del mar ligure e del litorale calabrese, in cui si snoda gran parte della trama. Il finale, ovviamente, è tutto a sorpresa.