Omicidio Biggi, il difensore del fidanzato «chiama» il testimone

«È di estrema importanza che questo giovane, che dovrebbe essere coetaneo del mio cliente, mi contatti: è probabile che proprio nel lasso di tempo in cui si sono fermati a parlare all'uscita del Mascherona Cafè si sia consumato l'omicidio di Luciana Biggi». A lanciare l' appello al giovane che la sera tra il 27 ed il 28 aprile si sarebbe fermato a parlare con Luca Delfino, indagato per l'omicidio dell'ex fidanzata, è il difensore dello stesso Delfino, l’avvocato Riccardo Lamonaca. Ma alla squadra mobile di Genova c'è la convinzione che questo teste, che se rintracciato potrebbe costituire un importante alibi per l'indagato, non esista. Si prosegue, invece, nella raccolta di elementi a carico di Delfino e anche ieri sarebbero state raccolte delle testimonianze che vengono definite di estrema importanza per la soluzione del caso. «Non posso dire con certezza il nome del ragazzo - spiega l'avvocato di Delfino -. Di lui ho solo un numero di cellulare che mi ha fornito il mio cliente, al quale risponde una segreteria telefonica. Ho lasciato vari messaggi, ma nessuno mi ha richiamato». Delfino e il giovane misterioso si sarebbero visti due volte la sera del delitto. Un primo incontro ci sarebbe stato nel corso della notte in piazza delle Erbe, centro della movida genovese, e successivamente proprio all'uscita del Mascherona Cafè, quando - secondo la ricostruzione fatta da Delfino anche nel corso dell'interrogatorio di domenica notte davanti al pm Enrico Zucca - Luciana Biggi si sarebbe allontanata da sola, mentre i due sarebbero rimasti venti minuti insieme. In questo secondo incontro i due si sarebbero fermati a parlare, scambiandosi i numeri di cellulare. Proprio le testimonianze raccolte ieri dalla polizia smentirebbero però la versione dell'ex fidanzato di Luciana Biggi. Le persone ascoltate, che si sarebbero presentate spontaneamente agli uffici della mobile, avrebbero infatti raccontato di aver visto Delfino e la vittima uscire insieme dal Mascherona Caffè. Intanto ieri l'avvocato ha condotto il sopralluogo annunciato nel dedalo dei carruggi del centro storico per ricostruire il percorso della vittima e quello che potrebbe aver fatto il suo assistito nella ricerca della fermata dell'autobus che lo ha riportato a casa, anche in relazione alla posizione delle telecamere, misurando tempi e distanze. Sempre ieri il legale di Delfino si è incontrato col sostituto procuratore Zucca per concordare la data del nuovo interrogatorio che si dovrebbe tenere al massimo lunedì, rinviando però una decisione a oggi. E nel fine settimana si attende anche il risultato delle analisi sugli abiti e le scarpe di Delfino che vengono condotte al gabinetto di polizia scientifica di Roma. Tracce di sostanze reattive al Luminol si sarebbero evidenziate sugli indumenti dell'indagato, ma se si tratti effettivamente del sangue della vittima è ancora tutto da stabilire.