Omicidio Calvi: chiesti 4 ergastoli

Il pubblico ministero di Roma Luca Tescaroli chiederà quattro ergastoli e un’assoluzione per l’omicidio del banchiere Roberto Calvi. Sul banco degli imputati l'uomo d'affari Flavio Carboni, il cassiere della mafia Pippo Calò, l'ex boss della banda della Magliana Ernesto Diotallevi e il contrabbandiere Silvano Vittor. Per Manuela Kleinszig, la compagna del banchiere, sarà proposta l’assoluzione.
Calvi, noto per i suoi rapporti con il Vaticano, fu trovato impiccato a un ponte a Londra nel 1982 con in tasca mattoni e denaro. La sua morte fu inizialmente archiviata come suicidio, ma nel settembre del 2003 la polizia britannica riaprì il caso parlando chiaramente di omicidio. Gli inquirenti italiani ritengono che l’allora presidente del Banco Ambrosiano sia stato ucciso dalla mafia. Per la Procura gli imputati «avvalendosi delle organizzazioni di tipo mafioso - si legge nel capo di imputazione - denominate Cosa nostra e Camorra cagionavano la morte di Roberto Calvi al fine di punirlo per essersi impadronito di notevoli quantitativi di denaro appartenenti alle predette organizzazioni; ottenere e conservare il profitto dei crimini commessi all'impiego e alla sostituzione di denaro di provenienza delittuosa; impedire a Calvi di esercitare il potere ricattatorio nei confronti dei referenti politico-istituzionali della massoneria, della Loggia P2 e dello Ior, con i quali avevano gestito investimenti e finanziamenti di cospicue somme di denaro».