Omicidio Chiara, "Non ci sono tracce di complici"

Un investigatore rivela che non ci sono elementi che facciano pensare al coinvolgimento di due persone. Ieri i carabinieri hanno sentito anche il migliore amico di Alberto, Marco Panzarasa<br />

Garlasco - Nessun complice. Almeno per il momento nulla fa pensare al coinvolgimento di una seconda persona, oltre l'assassino di Chiara. A rivelarlo è uno degli investigatori impegnato nella difficile risoluzione del giallo di Garlasco: "Dal punto di vista investigativo finora sulla scena del crimine non sono emerse tracce che facciano pensare a due persone", ha dichiarato.

Sentito il migliore amico di Alberto Un nuovo nome entra nell'oscuro mistero che avvolge l'omicidio di Chiara Poggi. Dopo il fidanzato Alberto Stasi - ancora unico indagato per la morte della 26enne -, le cugine "prezzemoline" Paola e Stefania Cappa, adesso spunta anche Marco Panzarasa, il migliore amico di Alberto, figlio dell'ex sindaco della cittadina pavese. I carabinieri lo hanno interrogato ieri per diverse ore.

Il 13 agosto era in Liguria Quando Chiara è stata colpita a morte da un corpo contundente alla testa, Marco non era a Garlasco: si trovava in Liguria, a Loano. E ha fatto ritorno a casa nella tarda mattinata del 13 agosto. Tutti i suoi movimenti sarebbero stati già verificati e confermati. Da lui gli inquirenti sperano di scoprire qualche dettaglio che Alberto ha "dimenticato" di raccontare e magari sapere, nel caso in cui sia stato davvero il fidanzato di Chiara a ucciderla, se ha chiesto aiuto a qualcuno.

"Hanno sentito me, come tutti gli amici di Alberto" "Ieri sera sono stato sentito dai carabinieri così come sono stati sentiti tutti gli amici di Alberto, tra i quali ci sono anche io". Così Marco Panzarasa, migliore amico di Alberto e figlio dell’ex sindaco di Garlasco, si difende dalla possibilità di aver partecipato, direttamente o indirettamente, all’omicidio di Chiara Poggi. "L’interrogatorio - ha spiegato Marco - non è durato 20 ore, è durato qualche ora semplicemente perché quando sono arrivato gli inquirenti erano al lavoro con altre persone e ho dovuto attendere. Questo è tutto quello che ho da dire".

Procuratore: "Scandaloso additare amici" "Si tratta di una normale attività investigativa per avere un quadro della situazione, perchè stiamo indagando la vita di una ragazza uccisa e di un eventuale responsabile che non abbiamo ancora individuato". Parla così il procuratore della Repubblica di Vigevano, Alfonso Lauro, che mostra disappunto per i nomi e i cognomi resi pubblici di alcuni testimoni nell’inchiesta sul giallo di Garlasco. Il procuratore ribadisce più volte che per scandagliare la vita di Chiara Poggi e anche del suo fidanzato indagato, "è chiaro che si devono sentire amici e parenti". Lauro, inoltre, definisce "scandaloso che si butti in pasto alla morbosità della gente questi ragazzi che hanno avuto la disgrazia di conoscere Chiara e Alberto. Sono preoccupato per il fatto che vengano additati al pubblico".