Omicidio Donegani: Gatti inchiodato dai testimoni

Lui continua a proclamarsi innocente

Giornata nera per Guglielmo Gatti, inchiodato al processo che lo vede imputato del duplice omicidio degli zii Aldo Donegani e Luisa De Leo. La donna che all'epoca gestiva un bar nel centro di Provaglio D'Iseo, ha testimoniato di averlo visto nelle ore successive alla scomparsa degli zii, qualche mese prima del ritrovamento, poco lontano, della testa di Aldo Donegani. Tanto che, secondo l'avvocato di parte civile Giovanni Orlandi dopo ciò che si è sentito in aula «si è giunti a un giro di boa, a un livello di sovrabbondanza di indizi contro Gatti». La deposizione di Marco Riscaldati, comandante del nucleo operativo del reparto operativo dei carabinieri di Brescia è stata caratterizzata da domande , su scontrini, orari e spostamenti di Gatti. Si è quindi parlato dello scontrino, trovato nell'abitazione del 44enne relativo all'acquisto di una gamba di sedano gettata a poca distanza dai resti dei coniugi Donegani, al passo del Vivione. Questo scontrino viene considerato dall'accusa come una sorta di «firma» sul delitto.
E poi, ancora, si è parlato del riscontro contabile, scoperto dalla Guardia di finanza, della vendita in un centro commerciale di Roncadelle di una serie di oggetti da ferramenta. E nel suo garage oltrechè nell'appartamento sono stati rinvenuti prodotti identici a quelli acquistati quel giorno e riportati sullo scontrino. Si tratta di bacinelle, segatura, guanti in lattice e altro. Nello scontrino figurano anche delle cesoie, trovate al passo del Vivione. Riscaldati ha parlato anche di alcuni sacchi di rifiuti gettati da Gatti la mattina del 17 agosto del 2005 quando aveva «appreso da un quotidiano che quel giorno sarebbero iniziate le ricerche al passo del Vivione». L’imputato però si proclama sempre innocente.