Omicidio Donegani, il pm chiede l'ergastolo per il nipote

Il sostituto procuratore chiede il massimo della pena pere Guglielmo Gatti: carcere a vita con isolamento di tre anni. Secondo il magistrato "non c'è alcun dubbio che sia stato lui. Non esistono elementi a suo discarico. Lucida premeditazione"

Brescia - Si è appena conclusa la requisitoria da parte del sostituto procuratore Claudia Moregola, titolare con Paola Reggiani dell’inchiesta sull’omicidio dei coniugi bresciani Aldo e Luisa Donegani, uccisi e fatti a pezzi nell’estate del 2005. Alla sbarra, davanti alla corte d’assise di Brescia, c’è il nipote, il quarantaduenne Guglielmo Gatti per il quale l’accusa ha chiesto la condanna al massimo della pena, e cioé l’ergastolo e l’isolamento di tre anni. Secondo il pm non c’è alcun dubbio sulla colpevolezza di Gatti e non esistono elementi a suo discarico. Il delitto, come è emerso durante la requisitoria durata quasi sei ore, è frutto di "un dolo freddo", riconducibile a una personalità "asettica e calcolatrice che ha premeditato tutto nei minimi dettagli". L’accusa ha chiesto anche che venga riconosciuta la premeditazione.