Omicidio di Garlasco, i legali di Stasi: "Il corpo di Chiara spostato da 2 persone"

Lo rivela in una relazione tecnico-scientifica il
professor Angelo Giarda, uno dei difensori di Stasi, il fidanzato della vittima indagato per
omicidio volontario. Intanto la procura di Vigevano fa sapere che l'inchiesta si chiuderà a settembre

Vigevano (Pavia) - Il corpo di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto dell’anno scorso a Garlasco, stando alla relazione tecnico-scientifica depositata dalla difesa oggi in Procura a Vigevano, "dopo l’aggressione è stato spostato da almeno due persone". Lo ha riferito all’Ansa il professor Angelo Giarda, uno dei difensori di Alberto Stasi, il fidanzato della vittima, indagato per omicidio volontario. Secondo il professor Giarda "attraverso un esame delle tracce di sangue sul pavimento, sugli stipiti e sulle pareti" è stato dimostrato che, durante questo trasporto, "l’altezza dal pavimento del corpo non ha superato i 70 centimetri".

Traccia di sangue sul pedale Secondo i difensori di Alberto Stasi, unico indagato per l’omicidio di Chiara, "è pacifico, da un punto di vista strettamente scientifico, che quella traccia che i Ris hanno trovato su un pedale della bicicletta di Alberto Stasi non è sangue umano e che quindi il Dna riconducibile a Chiara Poggi ha un’altra origine biologica". Lo ha spiegato uno dei legali di Stasi, Angelo Giarda. Il rinvenimento di una traccia organica riconducibile a Chiara Poggi era stato uno degli elementi alla base del fermo di Stasi. Il provvedimento, però, non era stato convalidato dal Gip che aveva disposto la scarcerazione del fidanzato di Chiara Poggi, esprimendo dei dubbi sul fatto che effettivamente quella fosse una traccia di sangue.

Indagini chiuse a settembre Si concluderà con tutta probabilità nel prossimo settembre l’inchiesta sull’omicidio di Chiara. A spiegarlo è stato il procuratore di Vigevano, Alfonso Lauro, il quale ha osservato che "al periodo di un anno in cui il Codice prevede la chiusura delle indagini con il relativo avviso, o un’eventuale richiesta di archiviazione, va aggiunto il periodo di sospensione dovuto alle ferie che dura 45 giorni, dal primo agosto al 15 settembre". Il periodo di sospensione è applicato in quanto nell’inchiesta non vi sono indagati detenuti (Stasi era stato sottoposto a fermo dal pm ma il gip non aveva convalidato il provvedimento, ordinando la scarcerazione del giovane). Lauro ha aggiunto che la relazione tecnico-scientifica depositata stamani in Procura dai difensori di Alberto Stasi "sarà valutata con attenzione, come sempre è stato fatto per tutti gli elementi messi a disposizione".