Omicidio della Magliana, pene ridotte in appello

Sono state lievemente ridotte in appello le cinque condanne inflitte in primo grado, per l’omicidio di Giuseppe Silvestri, 42 anni, imprenditore, ammazzato, nel novembre del 2005, per una banale lite di viabilità, fuori dal ristorante Re per una notte, alla Magliana, dove era andato con la famiglia a festeggiare il compleanno della moglie. La prima corte d’Assise d’appello di Roma ha condannato a 17 anni e 4 mesi di reclusione Gianluca Calisti- secondo la Procura, l’autore materiale dell’omicidio - e a 16 anni e 8 mesi suo zio, Luciano Calisti. In primo grado erano stati inflitti a entrambi 18 anni di carcere. Le pene hanno subìto una riduzione perchè i due sono stati assolti dall’accusa di detenzione dell’arma. La pistola che ha ucciso Silvestri, infatti, sarebbe stata portata da Massimo Di Placido, che ha visto confermata la condanna a 16 anni di carcere.
Tutti gli imputati hanno scelto riti alternativi, beneficiando così degli sconti di pena previsti. I primi tre hanno optato per il rito abbreviato, gli altri due hanno patteggiato: Alessandro Ciriaci è stato così condannato a 13 anni,(in primo grado aveva avuto 16 anni e 8 mesi); Andrea Calisti, fratello di Luciano, a 12 anni e mezzo,(in primo grado 15 anni e 4 mesi. Numeri che non spiegano la drammatica parabola di una notte, che ha visto una lite per uno sfregio all’auto sfociare nell’omicidio di un padre di famiglia. Secondo quanto ricostruito, Giuseppe Silvestri, mentre parcheggiava, ha urtato l’auto di Luciano Calisti. L’uomo pretendeva che pagasse subito il danno, senza rivolgersi all’assicurazione, così ne è nata una lite, in breve apparentemente risolta. Due ore dopo però Calisti e i suoi complici sono tornati all’attacco, armati di spranghe. Attimi culminati con l’investimento e l’uccisione della vittima, a colpi di pistola. La Corte ieri ha disposto un risarcimento in favore dei familiari di Silvestri, quantificato in 240 mila euro. Parole amare quelle della moglie Loredana, al termine dell’udienza di ieri: «Comunque sia la vita mia e dei miei figli è stata distrutta. Ancora non capisco perchè non sia stata riconosciuta la premeditazione. Il rito abbreviato, poi, dovrebbe essere eliminato nei casi di omicidio. Per questo vorrei mettere su un’associazione delle vittime. Chi vuole può contattarmi all'indirizzo: resistere@hotmail.it».