Omicidio Mollicone: parte oggi il processo d’appello contro Belli

Igor Traboni

Prende il via oggi al Tribunale di Roma con la relazione del pg il processo d’appello per l’omicidio di Serena Mollicone, la diciottenne di Arce trovata morta nell’estate del 2001 in un bosco della campagna ciociara, vicino al suo paese. Davanti ai giudici della Corte d’Assise d’Appello siederà Carmine Belli, 37 anni, carrozziere, assolto in primo grado ma ritenuto colpevole dalla procura di Cassino e dagli uomini dell’Uacv, la speciale unità anticrimine della Polizia di Stato che per mesi ha compiuto le indagini sul giallo di Arce. Il ricorso in appello è stato avanzato dai pubblici ministeri della corte d’assise di Cassino che avevano chiesto per l’imputato la condanna a ventiquattro anni di reclusione per i reati di omicidio volontario non premeditato e occultamento di cadavere.
Serena Mollicone, studentessa modello all’ultimo anno delle superiori, venne trovata morta in circostanze misteriose, con la testa chiusa in un sacchetto della spesa e le mani legate con nastro isolante e un filo di ferro. Dopo lunghe indagini e una ridda di ipotesi, venne arrestato un po’ a sorpresa nel 2003 Carmine Belli, oggi 38 anni, di Rocca d’Arce, dipendente di una carrozzeria di Ceprano, paese limitrofo a quello dove viveva Serena. Belli prima disse di non conoscere la ragazza, poi ammise di averle dato un passaggio in macchina di tanto in tanto. Nell’officina in cui lavorava (e in cui è tornato a lavorare) venne anche trovato il biglietto di uno studio dentistico dove Serena avrebbe dovuto recarsi la mattina in cui venne assassinata. Tutti elementi che però non sono risultati determinanti per i giudici del primo grado, in assenza di prove schiaccianti e che hanno portato all’assoluzione del Belli, difeso da Romano Misserville. Nel corso delle indagini si era parlato anche di persone che avrebbero aiutato Belli a trasportare il cadavere nel bosco, ma anche su questo aspetto non sono mai stati trovati elementi probanti.
Adesso si ricomincia pressoché daccapo con il processo in Appello, ma la vera novità potrebbe scaturire al termine delle udienze. Il criminologo Carmelo Lavorino, che sta affiancando la difesa del Belli, ha dichiarato di avere una rosa di dodici nomi, compreso quello del vero assassino di Serena, ma che la tirerà fuori solo a processo finito, per non influenzare lo stesso.
In attesa della verità resta anche Guglielmo Mollicone, il papà di Serena che in tutti questi anni si è sempre battuto come un leone perché sul caso restasse viva l’attenzione degli inquirenti e dell’opinione pubblica, come in effetti è avvenuto.