Omicidio per una patente sequestrata

Nadia Muratore

da Ghislarengo (Vercelli)

Doveva essere un incontro chiarificatore e invece si è trasformato in tragedia. Nicolò Pascarelli, 20 anni, giovane e promettente boxeur di Ghislarengo, è morto tra le braccia dei suoi amici, trafitto da una coltellata all’addome. Ad aggredirlo sarebbe stato Rocco Mandaglio, 19 anni, che dopo averlo colpito è fuggito, ma i carabinieri lo hanno trovato alcune ore dopo, nascosto in un capannone in cui lavorava, nel comune di Lenta.
A lui gli inquirenti sono giunti dopo aver infranto il clima di reticenza dei ragazzi che hanno assistito all’omicidio, spaventati e sotto choc per l’accaduto. Nicolò e il suo aggressore si conoscevano, frequentavano la stessa compagnia e solitamente si ritrovavano nella piazza centrale del paese o nel bar «La Siesta», per trascorrere la serata. Così è accaduto venerdì: l’incontro tra i due era stato organizzato per appianare alcune divergenze scoppiate una settimana fa. Il movente che ha scatenato l’ira di Rocco sarebbe da ricercarsi in un banale litigio legato alla sospensione della patente della vittima, dopo il ritrovamento casuale, da parte dei carabinieri, di una piccola quantità di marijuana nella sua macchina. Nicolò Pascarelli, a cui era stata sospesa per 15 giorni la patente, imputava erroneamente la responsabilità a un amico dell’omicida. Per questo la settimana scorsa lo aveva affrontato e nel diverbio tra i due, per cercare di sedare gli animi, si era intromesso Rocco Mandaglio.
Così venerdì la vittima e il suo aggressore si sono incontrati, a mezzanotte precisa, davanti al bar di Ghislarengo. Nicolò, per la sua fama di abile boxeur, incuteva un certo timore nei suoi coetanei. Forse anche per questo Rocco Mandaglio ha portato con sé un coltello, per sentirsi più sicuro. Quando i due si sono avvicinati, la tensione è salita alle stelle. Un insulto, qualche pugno e poi una lama è brillata nell’oscurità: Rocco ha estratto il coltello e ha colpito il rivale all’addome. Un colpo solo, tra lo stomaco e la milza, ma mortale. E Nicolò si è accasciato a terra. Tempestivo l’intervento dell’ambulanza del 118 che ha trasportato il giovane prima nell’ospedale di Gattinara e poi, vista la gravità della ferita, a Vercelli.
La vittima però non ce l’ha fatta e quando è arrivato al pronto soccorso, non dava più segni di vita. Rintracciato dai carabinieri, Rocco in un primo momento ha cercato di negare, poi ha iniziato a fare parziali ammissioni. Il coltello con il quale è stato colpito il ragazzo di Ghislarengo è stato ritrovato in un prato, a poca distanza dalla scena del delitto.
Nicolò Pascarelli era uno studente universitario, ma era noto in paese per la sua brillante attività sportiva: fino a un anno fa si allenava nella palestra «Boxing club» di Vercelli. Nel 2002 aveva vinto il campionato regionale di boxe per la categoria cadetti e sempre quell’anno, ai campionati nazionali di Foggia per la stessa categoria, si era classificato ottavo. La federazione regionale gli aveva tributato il riconoscimento di «miglior cadetto» del Piemonte. Da circa un anno aveva smesso gli allenamenti a livello agonistico pur continuando a frequentare la palestra. Il ragazzo e la sua famiglia, la madre è un’insegnante e il padre un ragioniere, era molto conosciuto nel piccolo paese del Vercellese.
Rocco è originario della Calabria e alcuni mesi fa si era trasferito a Ghislarengo con la famiglia, per lavorare come muratore. Proprio in questi giorni aveva traslocato a Lenta, in attesa di rientrare in Calabria, a Giffone, dove da alcuni giorni si trovano già i suoi genitori e la sorella.