Omicidio Politkovskaia, dieci arresti in Russia

Svolta nelle indagini sulla morte della giornalista russa uccisa davanti la porta di casa lo scorso ottobre. La cronista, sostenitrice della causa cecena, lavorava per la Novaya Gazeta, giornale di opposizione a Putin

Mosca - Secondo l'agenzia Itar Tass, sarebbero state arrestate dieci persone per l'omicidio della giornalista d’opposizione russa Anna Politkovskaia, freddata davanti alla porta di casa nell'ottobre del 2006 probabilmente a causa del suo reportage di denuncia degli abusi delle truppe federali e sulla guerra di Putin contro i ceceni.

La passione per la causa cecena Anna Politkovskaya era nata nel 1958. Scriveva per il quotidiano dell'opposizione Novaya Gazeta e aveva due figli. Si appassiona alla causa cecena negli anni '90. E' lei ad organizzare nel dicembre del '99 l'evacuazione dell'ospizio di Grozny, salvando 89 anziani. Ed è lei che gli estremisti ceceni, che nel 2004 occupano la scuola di Beslan dando vita ad una strage mai vista contro i bambini, vogliono come intermediario per negoziare la resa.

Il libro denuncia La Politkovskaya, che era stata più volte minacciata di morte, aveva denunciato gli abusi dei militari russi sui civili ceceni, anche nel suo libro "Cecenia, il disonore russo". Secondo i colleghi della Novaya Gazeta, l’omicidio è da ricondurre a una pubblicazione sull’orrore della guerra in Cecenia, che la giornalista si apprestava a presentare. Si trattava della denuncia delle torture praticate da una sezione delle forze di sicurezza cecene legate al primo ministro Ramzan Kadyrov, fedele al Cremlino.

Le indagini Durante uno dei suoi viaggi in Cecenia, la Politkovskaya fu tenuta in stato di fermo per tre giorni. A dicembre dello scorso anno, Putin, indicato dagli oppositori come il mandante dell’assassinio, assicurò che avrebbe fatto piena luce sulla morte della giornalista. "I migliori professionisti stanno indagando su questo delitto e abbiamo già risultati sicuri", aveva detto il capo del Cremlino. Dichiarazione cui non ha mai dato credito l’ex direttore della Politkovskaya, Dmitry Muratov.

Avvelenata perché non arrivasse a Beslan L’omicidio della giornalista richiamò l’opinione pubblica internazionale sulla libertà di stampa in Russia, dove la maggior parte dei media è sotto il controllo dello Stato e le voci critiche sono costrette a tacere. Secondo l’"International Federation of Journalists", oltre 80 giornalisti sono stati uccisi negli ultimi 14 anni. Politkovskaya fu protagonista di due avvenimenti drammatici in Russia. Nel 2002 trattò la liberazione di alcuni ostaggi con i terroristi che avevano preso d’assalto il teatro della Dubrovka a Mosca. Due anni dopo le fu chiesto di intervenire nella crisi di Beslan, ma non potè raggiungere la scuola assediata nell’Ossezia nel Nord: la giornalista sostenne di essere stata avvelenata con una tazza di tè bevuta in aereo.