Omicidio di via Sarpi l’arrestato confessa: "L’ho accoltellato io"

Il cinese scovato in Abruzzo grazie al telefonino .Aveva invitato il rivale a pranzo. Poi l’ha ammazzato. Lui: «Coltello portato per tagliare la torta». La polizia: uguale a quelli del ristorante

È stato il «monitoraggio elettronico» dei suoi spostamenti - soprattutto quello ricavato dalle schede telefoniche che ha cambiato più volte durante la fuga - a permettere agli investigatori della sezione Omicidi della squadra mobile di Milano, aiutati dai colleghi di Teramo, di catturare in Abruzzo, a Villa Rosa di Martinsicuro, Zhang Yong Qiang, il clandestino cinese 34enne autore del delitto di venerdì appena fuori dal ristorante di via Aleardi, in piena Chinatown. Gli investigatori insistono sul movente passionale tanto che, mai come in questa indagine dove non sono coinvolti interessi malavitosi di alcun genere, lo stesso dirigente della squadra mobile, Francesco Messina, ammette di aver ricevuto il massimo della collaborazione dai testimoni del delitto dell’altro clandestino di questa tristissima vicenda, Zang Hidi, 25 anni.
«L’omicida aveva creato l’occasione per rivedere la sua ex ragazza, la 20enne Lu Xu Fang, festeggiando il suo compleanno (che era stato l’1 marzo) venerdì 27 marzo alla trattoria di via Aleardi e chiedendole la restituzione di una preziosa collana che le aveva regalato ai tempi della loro relazione - spiega Messina -. Il giovane, che non aveva mai completamente interrotto i rapporti con la ragazza anche se la loro storia era finita per volere di lei da oltre un anno, l’aveva invitata a partecipare al pranzo al ristorante, insieme al fratello 25enne Lux Yang, a un’amica, la 23enne Ie Xiao e un altro amico».
Il fatto insolito è che Zhang Yong insiste perché all’incontro partecipi anche il suo rivale, cioè Zang Hidi, il nuovo ragazzo di Lu Xu. «Gli invitati non possono rifiutare l’invito, sarebbe impensabile nella comunità cinese» sostiene Messina. Ed è così, infatti, che il gruppetto, da Magenta (la ragazza e la sua famiglia, tutti regolari, lavorano in una fabbrica di pellami della zona) parte sull’auto dell’assassino.
Già in macchina l’assassino dice chiaro e tondo a Lu Xu che al ristorante sono previste due tavolate. «In una saremo seduti solo tu e io e nell’altro gli altri invitati». Una volta seduti nel locale l’ex le fa una nuova rivelazione, stavolta decisamente più inquietante. «Ho un coltello - le dice -, comportati bene».
È a quel punto che l’attuale fidanzato si accorge del disagio della sua ragazza e si avvicina alla tavola. Ne nasce un piccolo diverbio con Zhang Yong; la ragazza fa per uscire dal locale e il suo fidanzato la segue. L’omicidio avviene in pochi attimi, appena fuori dalla porta del locale, quando l’ex tira fuori il grosso coltello da cucina (che lui sostiene di aver sempre tenuto in tasca, nonostante la lama lunga 40 centimetri e di averlo portato da casa «per tagliare la torta di compleanno»), uccide il rivale e ferisce l’ex cognato. Quindi scappa, abbandona il coltello in via Fioravanti, sale su un bus e, una volta giunto in stazione Centrale, prende un treno per Teramo e raggiunge Villa Rosa di Martinsicuro dove si rifugia a casa di un datore di lavoro (è anche lui un esperto operaio del pellame). Quando la polizia lo cattura, ha una tasca una foto di Lu Xu e ammette tutto. Ma insiste: «Il coltello l’ho portato da casa, lo tenevo infilato in tasca, dopo aver rotto la fodera della tasca dei pantaloni, ma solo per tagliare la torta». Fatto che confermerebbe la premeditazione del delitto. «Ma l’arma è in tutto e per tutto uguale ai coltelli del ristorante» insiste Messina, convinto che l’assassino abbia agito d’impeto.