Omicidio Venturini, Plinio: «Nuovi elementi, la Procura indaghi»

Il capogruppo regionale An Gianni Plinio ha presentato ieri alla Procura della Repubblica di Genova una nota aggiuntiva all’esposto presentato la scorsa settimana con cui chiedeva di riaprire l’inchiesta sul «caso Ugo Venturini», il militante missino ucciso nell’aprile del 1970 nei giardini di piazza Verdi a Genova durante un comizio elettorale di Giorgio Almirante violentemente contestato da attivisti dell’ultrasinistra. Plinio fa riferimento a un articolo de «Il Corriere della Sera» di martedì scorso, a firma di Aldo Cazzullo, in cui, presentando un’anteprima del libro di Luca Telese, giornalista de «Il Giornale», «Cuori neri», che ricostruisce i 21 delitti di cui furono vittime tra il 1970 e il 1983 giovani di destra, si asserisce che Carlo Panella, giornalista ed ex dirigente di Lotta Continua, in relazione a Ugo Venturini, colpito alla testa da una bottiglia, avrebbe detto «forse l’ho tirata io». Ieri al corriere mercantile Panella, 57 anni, leader genovese di Lotta continua, ha negato: «Non sono un assassino. Venturini morì alcune settimane dopo di tetano». Plinio invita la magistratura a fare chiarezza fino in fondo: «Mi sembra un interessante elemento nuovo su cui sarebbe assai utile che la Procura di Genova effettuasse delle verifiche al fine di giungere alla identificazione, dopo trentasei anni, dei responsabili dell’assassinio di Ugo Venturini». «Nella mia iniziativa - aggiunge il capogruppo di An - non c’è alcun istinto né di rancore e neppure di vendetta, ma solo ed esclusivamente, anche dopo tanto tempo, un irrinunciabile desiderio di giustizia e di verità».