Omicidio Yara, è giallo Spunta lettera anonima: "L'ho uccisa, ecco come"

Il sedicente assassino: "Ecco come ho ucciso Yara". E gli inquirenti negano il ritrovamento di un secondo campione di DNA sul corpo della ragazza

BERGAMO - Spunta una nuova ipotesi sull'uccisione di Yara Gambirasio. Accantonate le prime teorie, che volevano la ragazzina vittima di un rapimento a scopo estorsivo e scagionato il ragazzo marocchino accusato della sua uccisione, ora è una lettera ad attirare l'attenzione degli inquirenti.

La lettera anonima La lettera è solo una delle numerose che sono giunte agli inquirenti dalla scomparsa della ragazzina di Brembate. Stavolta una confessione anonima. "Ho ucciso io Yara, ecco come", esordisce il testo. E poi due facciate scritte a normografo, indirizzate all'Eco di Bergamo. La lettera è stata consegnata dai carabinieri ai Ris di Parma per delle ulteriori analisi. Nonostante l'attenzione riservata alla missiva, gli inquirenti si mantengono comunque molto cauti. Non è certo la prima volta che un anonimo millanta informazioni sulla morte della tredicenne bergamasca e nei mesi scorsi sono state numerose le telefonate ricevute dai carabinieri da persone "informate" sulla sorte della ragazza. 

No all'ipotesi DNA Nel frattempo è stata smentita la notizia circolata nei giorni scorsi, che voleva fosse stato ritrovato un secondo campione di DNA sul cadavere della ragazza. Restano sostanzialmente invariate le conclusioni tratte dagli inquirenti. Nonostante le ferite da arma da taglio ritrovate sul corpo di Yara, alla schiena, ai polsi e al collo, la tredicenne non sarebbe morta dissanguata, nè per la ferita da corpo contudente alla testa. Lasciata dall'assassino in un campo di Chignolo, la ragazzina, ancora viva al momento dell'abbandono, sarebbe morta per il freddo.