Omissione di soccorso, altri guai per Mele

da Roma

È indagato anche per omissione di soccorso Cosimo Mele, il deputato ex Udc coinvolto nell’indagine della procura di Roma, scaturita dal malore avuto da una prostituta durante un incontro a luci rosse con l’esponente politico in un hotel della capitale. L’estensione delle ipotesi di reato a carico di Mele - che era stato già iscritto per cessione di sostanze stupefacenti - scaturisce, secondo quanto si è appreso, dal resoconto delle due donne che si trovavano con il deputato al momento dei fatti e da quello di altri testimoni sentiti sulla vicenda.
Secondo questi racconti, Mele non si sarebbe affatto adoperato per soccorrere la donna che si era sentita male in seguito a un cocktail di alcol e droga. Tra i testimoni sentiti c’è anche il personale dell’hotel Flora e dell’ospedale San Giacomo, dove la donna era stata trasportata.
Mele nega di non aver prestato soccorso alla donna ma sostiene di aver chiamato per primo il portiere dell’albergo per chiedere aiuto. La versione di Mele sarà messa nero su bianco in Procura il mese prossimo. Ma, intanto, l’8 agosto prossimo i consulenti nominati dal tribunale eseguiranno accertamenti su una card della stanza d’albergo dell’Hotel Flora - si tratta, in particolare, del cartoncino portachiavi elettronico - e su una scheda di ricarica telefonica del parlamentare per verificare se siano presenti tracce di stupefacenti. Il procuratore aggiunto Italo Ormanni conferirà l’incarico ai periti nella mattinata di mercoledì. Quasi certamente saranno dati loro 60 giorni di tempo per la presentazione di un rapporto.
Nel frattempo, i difensori del deputato, da qualche giorno iscritto al Gruppo misto della Camera, si affideranno a un loro consulente di parte. L’avvocato Mario Guagliani che assiste Mele, insieme con i legali Titta Madìa e Livia Lo Turco, spiega: «La cosa che mi meraviglia è la fretta. La nozione di irripetibilità delle analisi non coincide sempre con quella di urgenza. Prima di esprimere un parere sulla vicenda attendo di conoscere appieno gli atti. Ritengo che ci sarà tempo e modo per fornire spiegazioni e far concludere per il meglio questa vicenda».