Gli omosessuali esistono dall’antichità ma nessuno ha mai pensato a codificarla

In questi giorni si decide sui Pacs. Ne parlano tutti contrapponendo cattolici e no. È assolutamente falso; la religione non c’entra nulla. Nell’antica Roma, culla del nostro diritto, esistevano già gli omosessuali e le lesbiche ma nessuno ha mai pensato di codificarne i rapporti. Questo perché la società si è sempre fondata sulla famiglia e l’unica famiglia in senso stretto è quella eterosessuale che nella maggior parte dei casi procrea mandando avanti il mondo. Il resto delle coppie omosessuali e quelle di fatto eterosessuali sono minoranze cui nessuno vuole, nei Paesi civili e liberali, togliere il diritto al rispetto di tutti e alla libertà di poter fare ciò che si sentono. Queste minoranze possono usufruire delle leggi già esistenti (lasciare per testamento i loro beni, donare in vita ciò che vogliono e altri lasciti che si possono fare... in barba alla legge), non possono però pretendere altri benefici quali reversibilità delle pensioni ecc. Per due motivi: non sono famiglie ma persone legate da sentimenti che non hanno i doveri di quelle legate dal vincolo matrimoniale. Si creano inoltre gravosi impegni economici su tutta la società, anche quella non certo ricca. Non basta: si scoraggia il matrimonio sia civile che religioso perché economicamente non servirebbe e si avrebbero meno vincoli per cessare il rapporto. Si inizia così a distruggere la nostra cultura e la nostra società: ora sono i Pacs, poi si passerà alla poligamia (già ci sono state richieste in tal senso) e via via arriveremo a snaturare la nostra legislazione che cambierà secondo i capricci di pochi. Chi ci dice che non si arriverà a riconoscere famiglie dove vivono in promiscuità uomini e donne? Non è assolutamente questione di religione: è solo l’esigenza di difendere il nostro diritto sul quale si fonda una società civile e avanzata non una babele dove si legalizzano pulsioni e istinti di ogni tipo.