Onda: assalto alla Sapienza. Il rettore: fascisti

Roma, all’inaugurazione dell’anno accademico il "movimento" rifiuta
l’invito a intervenire nel dibattito Poi in 200 irrompono alla
cerimonia: docenti in fuga. L’altroieri il voto degli studenti aveva
bocciato i ribelli

RomaUrla, confusione, grida, gli slogan che dalla piazza arrivano in Aula Magna. E l’inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza diventa una coda dell’«onda», che irrompe in piena celebrazione e costringe a sospendere la cerimonia. Circa duecento gli studenti che hanno lasciato il corteo interno al primo ateneo romano per portare la loro protesta fino al rettorato. Sono entrati in massa, portando con loro due striscioni («Che di tagli non si muoia più: vergogna», recitava il primo, mentre l’altro, più sindacale, era «L’onda sale verso lo sciopero generale») quando il rettore, Luigi Frati, aveva appena terminato il suo intervento, tra l’altro mettendo in guardia dai possibili effetti dei tagli della legge 133. Sono entrati e si sono diretti sul palco, urlando «buffone» a Frati, e scandendo slogan. «Non c’è nulla da inaugurare», il più gettonato, ma anche «gli studenti in aula, i Baroni sott’acqua». Frati ha reagito chiamandoli «fascisti», mentre uno dei ragazzi ha preso il microfono e ha spiegato così l’ostilità verso il rettore, che era rimasto lì, in piedi dietro agli studenti «invasori»: «Il provvedimento che doveva prendere contro la riforma scolastica era il blocco della didattica, e non è stato fatto». Strana rivendicazione: il provvedimento reclamato avrebbe, ovviamente, finito per consentire ai professori che hanno aderito alla protesta di non perdere nemmeno lo stipendio per andare a manifestare in piazza. Alla faccia della critica ai baroni.

Il rettore prima ha reagito a caldo, ricordando ai ragazzi che «questo non è un comportamento democratico» e che «vi era stato proposto di far parlare un vostro rappresentante ma avete rifiutato», e poi ha deciso di far proseguire altrove gli interventi previsti. E la lectio magistralis della professoressa di genetica e biologia molecolare Irene Bozzoni, sulla distrofia muscolare di Duchenne, è ripartita nell’aula del senato accademico, lontano dalle contestazioni. Importante era andare avanti perché «l’università è anche questo», ha detto Frati polemicamente prima di convocare una conferenza stampa per dire la sua sull’accaduto. E spiegando anche che al di là del «folklore» serve rigore nei conti proprio per salvaguardare il futuro dell’ateneo. «Io voglio che l’università, come è stata per me, figlio di un minatore, sia un ascensore sociale – ha aggiunto il rettore –. Io ho il dovere morale di consentire agli studenti di studiare».

Inevitabile, dopo la clamorosa interruzione dell’inaugurazione, mettere in relazione il blitz e lo scarso risultato ottenuto dalla lista dell’«onda» alle elezioni universitarie due giorni fa, che l’ha vista uscire solo quinta dalle urne. E su questo si concentra il caustico commento di Azione universitaria, che bolla i duecento invasori come «facinorosi che travestiti da movimento studentesco difendono sprechi e privilegi»: «Appena 24 ore dopo essere stati democraticamente bocciati dagli studenti nelle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze studentesche - il commento firmato Au - i violenti dell’onda tornano alla carica con gli unici comportamenti che gli appartengono: prevaricazione, violenza e noncuranza del vivere civile».

Solidarietà a Frati arriva anche dal capogruppo del Pdl in Senato, Maurizio Gasparri, che condanna «l’atto di prepotenza fatto da giovani aizzati dalla sinistra». «Spiace che ancora una volta - conclude Gasparri - la violenza abbia preso il posto del confronto democratico e dell’ascolto civile».