Onda su onda i segreti della radio

Maria Vittoria Cascino

La radio che satura l'etere e diventa un business da favola. Letto e certificato nel convegno «Onda su onda» promosso da Audiradio, Società di ricerca sull'ascolto delle emittenti pubbliche e private, locali e nazionali, venerdì e sabato al Gran Hotel Miramare di Santa Margherita Ligure.
Un'idea della potenza del mezzo te la dà il presidente Felice Lioy, quando parla di crescita in termini non solo di ascolto e risorse, ma anche di qualità, professionalità e prestigio. Nodi da sciogliere e spazi di sviluppo da esplorare, certo, ma intanto ci sono trentasette milioni e mezzo di sintonizzati al giorno per un ascolto medio di tre ore. Sono giovani, dinamici e attivi. Mentre cresce l'ascolto radio su internet, cellulare lettore Mp3, I-pod e altri supporti elettronici.
Audiradio chiama a raccolta creativi e investitori e racconta come intende allargare il campione d'indagine che permetterà di intensificare la frequenza di pubblicazione dei dati d'ascolto. Alta tensione dunque fra i competitor per l'acquisizione di spazio-attrazione. Poi l'annuncio di estendere le interviste telefoniche anche a chi possiede cellulari e l'acquisizione di nuove tecnologie di rilevazione avvalendosi anche per la radio di "meter" per l'individuazione elettronica degli effettivi ascoltatori di ciascuna emittente.
Dati tecnici che ascolti un po' imbambolata. Che si materializzano quando nella sala congressi Piero Chiambretti punzecchia, incalza, provoca gli altri illustri ospiti: «La radio è libera? Ci libera dalla tivù? È un parcheggio per i volti televisivi?» Con Gerry Scotti che insiste: «La radio va fatta in diretta, la radio libera è il concetto che ci ha accompagnati nella nostra crescita, è l'aliante che possiamo usare».
Con Linus: «La musica è la colonna sonora di quello che diciamo e la grammatica radiofonica va rispettata». Con Alfonso Signorini «è la nostra follia quotidiana». Un gioco di battute che coinvolge Anna Pettinelli, Irene Pivetti, dj Francesco, Fabio Canino, Luciana Littizzetto.
Poi la svirgolata sull'affollamento pubblicitario, di seguito dibattuto dagli addetti ai lavori. Il «cluster», blocco di pubblicità, non basta più agli inserzionisti. Meglio il messaggio pubblicitario più diretto e amichevole. Vedi l'interazione con l'ascoltatore omaggiato dagli sponsor con il proprio prodotto. Un segnale forte è che le banche potrebbero diventare i migliori investitori pubblicitari delle radio, naturalmente corrisposte da un adeguato spazio informativo sui prodotti finanziari. Da testare. I creativi a tutto volume si sono incrociati con i giganti del business: il target da catturare a livello marketing sono gli adolescenti. Che oggi ascoltano poco la radio. Che navigano in rete e usano gli mp3. Sono la nuova frontiera da raggiungere. Per chi la radio la costruisce e per chi dentro ci investe fior di quattrini.