Ondata di fallimenti in vista Ma Buenos Aires rinazionalizza

Il governo trova l’accordo per ricomprare Aerolineas Argentinas dalla spagnola Marsans

da Milano

Il settore delle compagnie aeree vive un momento quanto mai difficile, a causa della frenata dell’economia e della corsa del costo dei carburanti, tanto che un rapporto della società di consulenza AlixPartners prevede una raffica di fallimenti nell’immediato futuro, destinati ad aggiungersi ai molti già verificatisi: negli ultimi due anni 24 compagnie aeree Usa hanno fatto ricorso al Chapter 11. Ieri Continental Airlines, la quarta compagnia aerea statunitense, ha annunciato di aver chiuso il secondo trimestre con perdite per circa tre milioni di dollari, contro un utile di 228 milioni dello stesso periodo di un anno fa. E anche le compagnie low cost vanno in crisi: Ryanair ha annunciato che ridurrà i voli settimanali sullo scalo londinese di Stansted, il suo hub principale, in risposta al caro petrolio e alla pressione fiscale; anche il numero degli aerei utilizzati scenderà del 25 per cento. La compagnia leader nei viaggi low cost stima di trasportare da Stansted 900mila passeggeri in meno quest’inverno. E il sindacato dei piloti americani denuncia la Us Airways, la principale compagnia low cost statunitense, perchè fa volare i suoi jet con serbatoi al limite per ridurre i costi del carburante. Eppure, c’è chi crede nella ripresa in tempi brevi: è il caso dell’Argentina, dove la compagnia aerea Aerolineas Argentinas ritorna sotto il controllo dello Stato. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti, Ricardo Jaime, dopo che il governo di Buenos Aires è riuscito a trovare un accordo con il gruppo spagnolo Marsans, a cui apparteneva la compagnia. E da Madrid anche una fonte del tour operator del gruppo Marsans ha confermato la firma dell’accordo per la cessione delle azioni: «Il prezzo sarà fissato entro due mesi», ha aggiunto la fonte. «Siamo soddisfatti». Il ministro dei Trasporti argentino ha precisato a sua volta che per finalizzare l’acquisto sarà costituito un «consiglio di transizione», composto da due rappresentanti del gruppo spagnolo e tre dello Stato argentino.
Aerolineas Argentinas era stata privatizzata nel 1990 dall’allora presidente Carlos Menem, ma l’attuale presidente Cristina Kirchner aveva più volte manifestato la sua volontà di riprenderne il controllo. Il gruppo Marsans aveva invece acquistato nell’ottobre 2001 il 95% delle azioni, per un valore simbolico di un dollaro, mentre il governo di Buenos Aires aveva versato circa 700 milioni di dollari per ripianare gli ingenti debiti della compagnia.