Un’ondata di profughi a Milano Che già spende otto milioni

Istituzioni alla ricerca di siti per l’accoglienza. In allarme i residenti nella zona della Suzzani

Una ricognizione alla caserma di viale Suzzani, dove i residenti sono già sul piede di guerra, ma anche in altri 104 siti della Lombardia. Sono tante e sparse su tutto il territorio le «basi» che la prefettura ha perlustrato per accogliere, se sarà il caso, l’ondata di immigrati che dalla Libia potrebbe sbarcare sulle coste italiane. E da lì raggiungere il nord. Nei giorni scorsi il rischio è stato quantificato in almeno 100mila rifugiati in cerca di un posto letto. La mappa che sta mettendo Palazzo Diotti su indicazione del Viminale dice che Milano non sarà lasciata sola, tutta la regione dovrà fare la propria parte. Ma «maggiore attenzione per quelle città che hanno un’esposizione maggiore» all’emergenza è quanto ha chiesto ieri anche il sindaco Letizia Moratti. «Chiederò all’Anci - ha spiegato - di promuovere insieme all’Europa la richiesta di una ripartizione dei flussi. Noi sindaci italiani già lo facciamo nei confronti delle città siciliane, è un principio di solidarietà che esiste e che chiediamo all’Ue» perché «non possono essere solo l’Italia e le città italiane le destinatarie di flussi che possono diventare veramente ingestibili». Anche economicamente. Basta fare i conti della spesa sotto la Madonnina nel 2010: per gli 817 rifugiati o richiedenti asilo che hanno ricevuto un letto e un programma di accoglienza dal Comune sono serviti 8,8 milioni di euro. Solo 444 i posti a disposizione - la spesa quindi è di 55 euro a testa ogni giorno -, per una presenza stimata di 7.500 immigrati che ne avrebbero diritto. La caserma di viale Suzzani avrebbe una capienza di circa 150 letti, ma «sono gli ultimi che possiamo offrire» mette le mani avanti il capogruppo della Lega Matteo Salvini, che pretende dall’Ue fondi per fronteggiare l’emergenza, «basta ipocrisia e ci dia quello che ci spetta». Il Carroccio è «pronto a occupare la sede Ue a Milano in corso Magenta».
Fa bene il sindaco «a porre in sede Ue le problematiche delle grandi città che verranno investite dai flussi di profughi in fuga dalla Libia - dichiara il deputato Ue e consigliere comunale del Pdl Carlo Fidanza -. A livello parlamentare garantiremo il massimo sostegno all’iniziativa della Moratti e a tutte le azioni che possano alleggerire l’impatto su Milano e l’Italia».
E mentre si discute dei luoghi che potrebbero accogliere un’ondata di centomila profughi dal Nord Africa, il presidente della Provincia Guido Podestà fa presente che l’ente «non ha edifici adatti» ricorda che «sta in capo ai prefetti la responsabilità di predisporre un sistema di accoglienza in grado di fronteggiare l’emergenza. La provincia non ha strutture libere adeguate a questo scopo». Che la gestione dei flussi «non gravi solo su Milano e le altre grandi città lombarde» è l’assessore regionale alla Protezione civile Romano La Russa. Il capoluogo e le città da Bergamo a Brescia «sono già al collasso per quanto riguarda la presenza di immigrati - puntualizza - con punte massime del 30% in zone della città come Loreto e Corvetto. Le strutture di accoglienza vanno realizzate in prossimità degli aeroporti, in particolare a Malpensa».