Ondata xenofoba Seimila immigrati in fuga

Johannesburg. Ventidue morti, 50 feriti, 257 arresti e seimila profughi di nuovo in fuga. Neri contro neri. È questo il bilancio dell’ondata xenofoba che sta infiammando la periferia di Johannesburg, in Sudafrica. Bersaglio delle violenze sono gli immigrati di Zimbabwe, Mozambico e altri Stati, accusati di portare criminalità e sottrarre posti di lavoro. Seimila di loro hanno cercato riparo nelle chiese e nei posti di polizia, nel tentativo di sfuggire alle gang armate. Le prime violenze sono scoppiate una settimana fa nelle township - le aree una volta riservate ai neri segregati dai bianchi - e ora abitate da immigrati. In particolare, le tensioni sono partite dalla township di Alexandra, per poi estendersi nel corso del fine settimana ad altre zone di Johannesburg, con attacchi, stupri, saccheggi alimentati dalla miseria in cui vivono le popolazioni più povere che scaricano sugli immigrati la rabbia per una disoccupazione al 30%. Il presidente Thabo Mbeki e Nelson Mandela lanciano appelli alla calma ma la rivolta dei «ghetti neri» sembra minare il clima di tolleranza che aveva caratterizzato l’era post apartheid.