Oneglia espone le pietre da trasformare in «suiseki»

Diego David

Se il vostro sogno è quello di scegliere un bonsai tra centinaia di piante, se non sapete dove reperirlo, se ritenete che i centri specializzati siano troppo lontani e troppo sparsi per l'Europa oppure se cercate una pietra da trasformare in «suiseki» le singolari pietre naturali che rappresentano una figura, (un animale, la sagoma di una persona o un paesaggio) che in Italia pare si possano trovare solo nell'entroterra ligure, a Imperia, nel prossimo week-end potrete soddisfare tutte le vostre esigenze e curiosità.
Infatti, sabato 30 settembre prende il via la seconda edizione del «Festival del Bonsai (e dello yamadori)», mostra di bonsai e suiseki, allestita nella centralissima piazza De Amicis di Oneglia a cura dell'assessorato alle manifestazioni del Comune di Imperia e dell'Associazione Drynemetum di Sanremo.
La rassegna, aperta dalle 9 alle 19, proseguirà fino a domenica proponendo l'esposizione di circa cinquanta bonsai e una ventina di suiseki provenienti dalle collezioni dei soci del club e dei maestri presenti nell'area espositiva, oltre a dimostrazioni tecniche, realizzazioni e work-shop. Nella mattinata di sabato è prevista anche una visita guidata nell'entroterra a cura di Chiara Padrini specialista in suiseki, alla ricerca di pietre adatte alla loro realizzazione.
I maestri Carlo Cipollini, Salvatore Liporace e Donato Danisi tutti aderenti all'Ibs eseguiranno dimostrazioni di realizzazioni di bonsai, (dalle 11 alle 13) mentre nel pomeriggio (15-19) il loro collega Marco Invernizzi terrà un seminario teorico sullo stesso tema. Alle 17 il comandante della Guardia Forestale di Imperia Giovanni Vetrone terrà una conferenza su «Essenze botaniche nelle aree protette nell'entroterra ligure».
Nella giornata di domenica proseguiranno le dimostrazioni pratiche e la kermesse sarà chiusa alle ore 17 con l'ultimo appuntamento: un seminario di Chiara Padrini sulle formazioni rocciose dell'entroterra ligure, nella quale saranno esposte le pietre adatte a realizzare suiseki reperite nella «spedizione» in programma la mattina precedente.
Dice Giancarlo Pezzoni, presidente dell'associazione Drynemetum: «La traduzione letterale di bonsai è pianta in vaso. Per mantenerla in vita, croce e delizia di molti appassionati che acquistano un bonsai, bisogna saper mantenerla in poca terra, potandone al bisogno, ma se l'alberello è gia formato, anche dopo tre anni le radici e i rami, sapendo rispettare le proporzioni. Il bonsaista non maltratta le piante, non le martirizza come molti pensano. Un altro luogo comune? Molti ci chiedono l'età del bonsai, in realtà si tratta di piantine che in origine vivevano in condizioni estreme, quindi falsamente vecchie».