Onic Jazz Band, la musica in cattedra

Tempus Fugit: è il titolo di una celebre composizione giovanile del pianista Bud Powell. Quella musica ritorna in mente constatando che la stagione di Orchestra senza Confini, in corso presso il Piccolo Teatro Studio a cura dell'Associazione Musica Oggi, è la decima della serie e sembra cominciata al massimo un paio d'anni fa.
Lunedì alle 21 si terrà il terzo concerto del ciclo. Un recital molto speciale, organizzato in collaborazione con i ministeri dell'Università e dei Beni culturali. Protagonista sarà la Onic Jazz Band, dove Onic è l'acronimo di Orchestra nazionale Insegnanti di Conservatorio, il cui direttore artistico è il violoncellista e contrabbassista Paolo Damiani. Tutti i jazzisti della band sono docenti. Sono 28 e ne mancano alcuni: un fatto che fino a poco tempo fa sarebbe stato impensabile, e che testimonia i progressi compiuti dalla musica afro-americana in Italia negli ultimi anni.
Dato che la «grande orchestra» di jazz comprende al massimo dai 15 ai 20 elementi, i musicisti in arrivo al Piccolo Teatro Studio non potranno suonare tutti insieme: per dirne una, fra loro ci saranno sei pianisti. Si tratta quindi, come si legge nel programma di sala, di una sorta di schieramento, di un ensemble duttile che si può scomporre in molteplici situazioni strumentali, adeguate al repertorio che è comprensivo di brani originali e di arrangiamenti di pagine storiche del jazz orchestrale.
Significativa è anche la presenza di quattro brani legati allo «stride piano» che verranno eseguiti in solo da Marco Fumo, pioniere della letteratura musicale afro-americana in Conservatorio.
Oltre a Fumo e a Damiani, fra i musicisti più noti della band si citano Roberto Rossi, Pietro Tonolo, Salvatore Bonafede, Cinzia Gizzi, Alberto Tacchini, Tommaso Lama e Piero Leveratto.
Onic Jazz Band
Teatro Studio, via Rivoli, 6
lunedì alle 21
Tel. 02-72333222