La onlus di Riano e l’Esercito: salviamo Gramos

Sos Infanzia nel Mondo e l’Msu dei carabinieri permettono al bimbo di continuare la terapia

«Sos Infanzia nel Mondo» è una onlus, un’organizzazione umanitaria senza fini di lucro, che ha sede a Riano, vicino Roma. È composta da 32 volontari e ha al suo attivo un’ottantina di missioni all’estero, soprattutto nelle zone di guerra, per alleviare le sofferenze dei bambini mutilati dalle mine. L’organizzazione nasce a Sarajevo nel 1996 e opera prevalentemente in Kosovo. «Preferiamo assistere i bambini e i loro genitori sul posto - spiega la presidente dell’associazione Miriam Befani - fornendo gli strumenti per operare, dal personale sanitario ai medici, dalle ambulanze ai medicinali».
Gramos Gashi è un bambino kosovaro di 12 anni. Gramos soffre di «tirosinemia», una rarissima malattia del metabolismo che, se non curata, provoca conseguenze disastrose ai reni e al fegato. Fra le poche terapie conosciute, una si basa sulla somministrazione di un farmaco scoperto di recente. Ma una sola confezione di questo medicinale costa 1.640 euro e basta sì e no per 30 giorni di cura.
Il Coi, Comitato Operativo di vertice Interforze, è il comando del capo di Stato maggiore della Difesa. Attraverso questo organismo, dislocato presso l’aeroporto «Francesco Baracca» di Centocelle, lo Stato Maggiore pianifica, predispone e dirige tutte le operazioni e le esercitazioni delle nostre forze armate (Marina, Esercito, Aviazione e i Carabinieri) nelle nostre missioni all’estero.
Ora, come si combinano il Kosovo, l’onlus e il ministero della Difesa? Si combinano perché, a un certo punto di questa storia, allo scopo di aiutare Gramos, arriva la cavalleria. In questo caso l’esercito, nella persona del colonnello Giovanni Marchese, Capo divisione del J9. Il colonnello chiarisce: «Grazie alla componente Simic dell’Msu dei carabinieri, schierato a Pristina, siamo venuti a conoscenza di questo caso. Abbiamo preso a cuore le sorti di questo ragazzino e abbiamo deciso di aiutarlo procurando il farmaco, senza il quale Gramos sarebbe destinato a una fine atroce».
Il generale Giuseppe Valotto, 60 anni, veneziano, un curriculum lungo così, dal marzo scorso è comandante del Coi. «Il Kosovo - interviene - è solo una componente di quella che è la nostra attività Simic all’estero. Sono il responsabile di tutte le truppe che operano nelle missioni in Afghanistan, Libano, Irak, Balcani e ultimamente anche nel Ciad, dove è schierato un ospedale da campo».
Dopo due mesi di terapia le gambe del piccolo Gramos si sono raddrizzate, il suo fisico si è irrobustito e il bimbo ha cominciato a camminare da solo. Ma il costo della cura ammonta a 22 mila euro l’anno. «E le previsioni attuali - ci dice la signora Befani - indicano che la cura durerà tutta la vita».