Gli onorari degli avvocati in testa alla top ten dei rincari

Nel 2004 le parcelle sono rincarate del 18%. Forti aumenti anche per biglietti aerei, tabacchi e carburanti

da Milano

Le attenuanti sono i 10 anni durante i quali le tariffe sono rimaste congelate. Solo così è possibile spiegare il rincaro disposto nel 2004 dal ministero della Giustizia per le parcelle degli avvocati: un più 18,1%, ben superiore dunque al tasso d’inflazione calcolato dall’Istat (2,2%), che si pone in testa alla classifica degli aumenti elaborata dal ministero dell’Economia nell’ultimo rapporto su Prezzi e regolamentazione comunitaria.
L’adeguamento tariffario degli onorari forensi non mancherà comunque di ridare voce sia a quanti chiedono di riformare le professioni così da aumentare la concorrenza e ridurre i prezzi, sia a chi è convinto che la vera inflazione è quella percepita e non quella raccontata dalle statistiche ufficiali. Nel rapporto stilato dal ministero dell’Economia, sono d’altra parte numerose le voci che hanno registrato aumenti ben superiori all’indice generale dei prezzi. I biglietti aerei per i voli nazionali, per esempio, occupano il secondo posto nella graduatoria con un più 16,8%. L’incremento è successivo all’abbattimento dei prezzi verificatosi negli ultimi anni con l’affermarsi delle compagnie low cost ed è indotto dall’elevato livello delle quotazioni del petrolio. Nella lista ministeriale non potevano infatti mancare i carburanti, principale fonte di salasso per le tasche degli automobilisti, che hanno messo a segno un aumento medio del 5,8%.
Nella top ten dei rincari un posto di rilievo spetta anche ai tabacchi (più 9,8%), su cui spesso i governi fanno leva per aumentare il gettito fiscale. Nel settore dei prezzi controllati, dove si trovano i prodotti e i servizi di maggiore impatto sui bilanci familiari, si osservano due fenomeni contrapposti: da un lato il calo delle tariffe elettriche (meno 3,2%), dei prezzi dei medicinali (meno 2,1%) e delle bollette di gas e telefono, scese rispettivamente dello 0,4 e dello 0,5%; dall’altro, gli aumenti superiori all’inflazione generale dei servizi postali e dei trasporti pubblici (più 5,8%), dell’acqua potabile (più 5,3%) e della scuola secondaria.
Tra i prezzi liberalizzati il modesto aumento dell’Rc Auto (più 0,9%) è poco consolatorio, se solo si ricorda che nel 2003 l’aumento era stato del 5% e che tra il 1998 e il 2002 i rincari avevano oscillato tra il 10,7 e il 16,3%.