Onorato di Arles

Di ricca famiglia gallo-romana, Onorato fu convertito al cristianesimo da s. Caprasio, che faceva l’eremita nell’isoletta di Lérins (si tratta di un gruppo di isole della Costa Azzurra, di fronte all’odierna Cannes). Onorato a sua volta convertì il fratello maggiore Venanzio e lo coinvolse nella scelta eremitica a imitazione del suo maestro. Ma i due incapparono nella furia (pagana) paterna che di cristianesimi ed eremitaggi non voleva sentir parlare. Ora, poiché il loro padre sapeva benissimo di chi era la colpa del traviamento dei suoi figli, anche Caprasio dovette far fagotto. I tre fuggirono verso la Grecia, alla ricerca di qualche zona desertica in cui poter praticare, finalmente, il sospirato eremitaggio. Ma la spedizione finì in un mezzo disastro perché i due fratelli, non abituati alle privazioni, si ammalarono. Venanzio addirittura morì e agli altri due non rimase che far ritorno in Gallia. Qui si perdono le tracce di Caprasio e la storia si concentra sul solo Onorato. Evidentemente suo padre era morto o si era rassegnato, perché troviamo il Nostro eremita sul Fréjus. Dopo qualche anno, verso il 405, con alcuni discepoli Onorato si portò nelle Lérins, dove scelse l’isola più lontana dalla costa e che oggi si chiama, da lui, Saint-Honorat. Qui fondò un cenobio secondo la regola di S. Pacomio, con alcuni monaci che vivevano insieme e altri che dimoravano in celle isolate attorno al monastero. La comunità in pochi decenni diede vita al grande e celebre monastero di Lérins. Onorato fu ordinato prete e nel 426 venne acclamato vescovo di Arles. Morì tre anni dopo.