Gli onorevoli frustrati: viene voglia di mollare

Viaggio tra le angosce dei parlamentari: "Gli italiani sono inferociti, abbiamo paura a mandare i figli a scuola". "Ferrari, orologi, doni per l'amante. Il cittadino si paragona e si indigna". C'è chi si sfoga pure su Facebook

Roma Un po’ disorientata ma contenta, la neo-deputata Francesca Cilluffo ha messo piede ieri mattina per la prima volta nell’aula di Montecitorio. Subentra all’ex segretario Ds Piero Fassino, oggi sindaco di Torino. Paola Concia, collega Pd, l’ha accolta con un vaticinio un po’ cupo: «Benvenuta, Francesca: oggi è il tuo primo giorno di scuola. E potrebbe anche essere l’ultimo».

Dura esordire da parlamentare nel giorno in cui si vota l’arresto di Alfonso Papa, col Palazzo assediato dal vento «anti-casta» e con i «capipopolo avventurieri alla Beppe Grillo», come li chiama il deputato Pd Stefano Esposito, pronti a tirare le monetine al primo peone che passa. Nel cortile di Montecitorio sono in tanti a confessare che «con questo clima è difficile andare avanti», che «viene davvero voglia di cambiare mestiere, per chi come me un mestiere ce l’aveva pure», come sospira il Pd Francesco Boccia. Che si chiede: «Vale la pena di stare qui a sbattersi per poi sentirti dire, appena metti il naso fuori, che siamo tutti uguali e che facciamo tutti schifo?».

E c’è chi sfoga la propria rabbia su Facebook, vera e propria prateria per le scorribande dei fomentatori della caccia al deputato. Come il sedicente «precario della Camera» Spider Truman, che ha fatto il botto di contatti su Facebook diffondendo i «segreti» (peraltro spesso finti) dei privilegi parlamentari, e che in realtà pare essere il blogger dipietrista Gianfranco Mascia. «Caro Spider Truman, sono Nunzia De Girolamo, 35 anni, di professione avvocato e deputato Pdl», inizia il suo post la animosa parlamentare, infuriata dalla pioggia di accuse generiche. Alle quali risponde a muso duro: «Io pago le multe (posso provarlo pubblicando le copie), non ho auto blu ed ho acquistato la mia autovettura usata senza sconti (se vuoi ti dimostro anche questo).

La mia famiglia ed i miei amici non hanno mai beneficiato di alcun privilegio, non hanno fatto viaggi gratis né altro. Ho un contratto, anzi due, con Vodafone e non con Tim, se vuoi pubblico anche questo. Sono stata minacciata con una pistola a Benevento, e non ho mai chiesto la scorta». Non ci sta, la bella Nunzia, ad essere confusa con «i malandrini», e come lei ce ne sono molti. «A destra, a sinistra, al centro, qui ci sono tanti che hanno percorsi trasparenti e che fanno politica con passione», dice Flavia Perina, Fli. «Solo che vallo a spiegare, con un parlamento di nominati come questo. Anche perché ai tempi della prima Tangentopoli si parlava di entità metafisiche come la tangente Enimont: ora si parla di Ferrari, di orologi, di vacanze regalate e di trattamenti di bellezza per l’amante. Il cittadino si paragona, e si incazza».

C’è chi, come il Pdl Guido Crosetto, lo stipendio lo versa da anni in beneficenza «perché posso vivere bene del mio», e trova «insopportabile questo clima da caccia alle streghe qualunquista». E chi confida che «ormai c’è da aver paura a mandare i propri figli a scuola, perché se scoprono che papà fa il parlamentare li insultano», come il capogruppo Fli Benedetto Della Vedova.
Annuisce Paola Concia: «Stamattina mi veniva da piangere: 45 anni di onorato lavoro come maestra di tennis e dirigente sportiva, arrivo qui due anni fa e ora mi ritrovo additata per strada come esponente della “casta”». E sventola uno scontrino: «Guarda qui: oggi mi si sono rotti gli occhiali da lettura e sono corsa dal primo ottico qui vicino per ricomprarli.

Chiedo il prezzo e mi fanno: sono 69 euro ma per lei, onorevole, sono 51. Gli rispondo che non voglio sconti, mi dicono: “ma guardi che c’è la convenzione, lo fanno tutti”. Beh, io no: ho pagato 69 e me ne sono andata». È sconsolato Andrea Orlando, giovane responsabile giustizia del Pd: «Ho collaboratori regolarmente assunti, nessuna auto blu e do una cifra spropositata del mio stipendio al partito. Pago anche di tasca mia l’affitto del circolo Pd di La Spezia. Non faccio un giorno solo di vacanza da 9 mesi (e si vede dal pallore, ndr) e mi devo sentir fare la morale dalla Marcegaglia o da Montezemolo? È il colmo».

Stefano Esposito, democrat di prima legislatura, spiega: «A tutti quelli che mi rompevano i coglioni accusandomi di guadagnare 20mila euro al mese ho risposto mettendo online tutte le buste paga e le dichiarazioni dei redditi. Poi certo qui c’è anche tanta gente che non fa un tubo, e ci sono privilegi odiosi come il vitalizio: ma allora si dia un segnale, abolendolo da subito. Perché non lo facciamo? Ho 42 anni, posso pagarmi i contributi come tutti».