Onorevoli «liguri» in fuga

(...) chiedergli un momento conto di quello che stavano combinando, Roberto Martinelli segretario nazionale aggiunto del Sappe, il sindacato di polizia. Lo ha fatto da semplice cittadino della Liguria scrivendo qualche riga di testo via mail a tutti quegli «onorevoli foresti». Alla Camera ci sono Giovanna Melandri e Francesco Saverio Garofani (Pd), Fiamma Nirenstein (Pdl) e Pierferdinando Casini (Udc). Al Senato Roberto Castelli (Lega Nord) e Luigi Lusi (Pd). «Ho scritto a tutti perché un giorno mi sono chiesto che cosa stavano facendo questi parlamentari che sono andati a Roma per rappresentarci ma che di Imperia, Savona, Genova e La Spezia non sanno nulla o praticamente nulla - ricorda Martinelli -. In tanti avevano promesso di mantenere rapporti con il territorio ma sono spariti. Da sinistra a destra, sia chiaro. Non è un fattore di schieramento».
Così, andando a curiosare tra le attività d’aula dei «paracadutati» si possono trovare interrogazioni, mozioni e ordini del giorno che non profumano certo di basilico. Ti aspetti chiarimenti su Terzo valico, fondi per la tratta della metropolitana di Genova o sui problemi occupazionali del territorio. Invece, c’è chi vuole sapere a che punto è il finanziamento a favore della tratta ferroviaria che collega Avezzano e Roma, chi chiede spiegazioni al ministero dell’Interno per le ronde organizzate dai cittadini nelle strade o ancora chi chiede spiegazioni di attività partite con il precedente esecutivo ma non completate dall’attuale.
Di tutto, di più. Ma niente di ligure. «Questo impressiona negativamente soprattutto per il poco rispetto che deputati e senatori mostrano nei confronti della nostra terra- continua Roberto Martinelli-. Se un parlamentare dev’essere anche “punto di riferimento” per gli elettori del proprio collegio elettorale, molti sono venuto meno al loro incarico. Ho chiesto spiegazioni a tutti con la mia e-mail ma ho avuto risposte da pochi».
Solo i rappresentati del Partito Democratico hanno ritenuto opportuno replicare alla mail di Martinelli. Dal Pdl tace Fiamma Nirenstein «che ho cercato di contattare anche attraverso il suo blog, ma senza ottenere risposta» racconta il sindacalista. Nessuna risposta neanche dal senatore della Lega Nord Roberto Castelli che al fotofinish optò per l’elezione in Liguria togliendo la poltrona alla storica camicia verde genovese Bruno Ravera. In silenzio anche Pierferdinando Casini (anche lui scelse l’elezione da queste parti «bruciando» Rosario Monteleone) che solo prima di Natale è passato da Genova per una pizza con i sostenitori dell’Udc ma che non pare molto informato su quello che accade in Liguria. Giovanna Melandri, Luigi Lusi e Francesco Saverio Garofani hanno invece risposto. «Tutti mi danno ragione, criticano la legge elettorale che a detta loro non consente un rapporto con il territorio, ma a me pare che da nessuna parti stia scritto che una volta eletto il parlamentare se ne debba fregare dei cittadini che lo hanno messo alla Camera o al Senato» sbotta Martinelli. Nessuno però si interessa di spiegare perché non hanno dato seguito a quelle che erano state le promesse fatte in campagna elettorale. Promesse a cui nessuno si era sottratto tranne la Nirenstein che già aveva detto che il suo ruolo di deputata l’avrebbe espresso per occuparsi di politica internazionale. Magra consolazione, ma almeno esiste uno straccio di attenuante.
Alcuni, poi, cercano di giustificarsi spiegando che il loro punto di riferimento con il territorio rimangono i colleghi nati a Genova e dintorni con i quali concertano le azioni di lavoro. «Ragionamenti che non mi convincono. Perché dare la colpa ad una legge elettorale che gli permette di essere al posto in cui desideravano essere se sono loro a non interessarsi dei loro elettori. Alla fine dei conti tutti danno risposte di comodo -conclude il rappresentante del Sappe- ma nessuno chiarisce quale sia l’impegno sul nostro territorio».