Onori A sinistra è sempre più di moda «benedire» don Gallo

(...) Basta pensare a quello che ha fatto per lui la Regione Liguria quando il prete scomodo ha compiuto i suoi primi ottant’anni: gli ha organizzato una festa di compleanno cui ha contribuito con 10mila euro. Inutili le rimostranze dell’allora consigliere regionale del Pdl, Gianni Plinio, che in sintonia con il collega Matteo Rosso ha invitato l’amministrazione, per par condicio, a elargire la medesima somma a favore di ogni arzillo ottantenne ligure: la festa era da fare e s’è fatta, in pompa magna. Senza contare la straordinaria accoglienza che viene riservata al sacerdote fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto ogni qual volta si presenta alla ribalta del palcoscenico nei concerti di Cisco (con cui ha anche inciso un disco, non di canti gregoriani), Manu Chao, Piero Pelù o Vasco Rossi. O quando, sempre lui, don Gallo, raccoglie standing ovation per aver santificato chi fuma uno spinello, aver lanciato un «vaffa» al Cavaliere all’unisono con Beppe Grillo, o partecipato al Genova Pride 2009? Che vuoi che sia offrirgli, adesso, la cittadinanza onoraria di Campo?
Il sindaco propone, il consiglio comunale approva. Ma non, come vorrebbe la prassi, all’unanimità: «Non siamo d’accordo - tuona Massimo Calissano, a nome della minoranza di Cambia Con Noi -, per tutta una serie di motivi. Il regolamento comunale, innanzi tutto, per il conferimento della cittadinanza onoraria prevede l’esemplare affezione ed interessamento verso il paese e la comunità, non giustificati certo da sporadiche apparizioni durante la festa patronale o nell’aver accolto temporaneamente in comunità alcuni giovani campesi. Inoltre - insiste Calissano - raramente figura fu più controversa, don Gallo è un personaggio che divide anziché unire. E infine, moltissimi concittadini non approvano l’onorificenza». Tutto inutile: il sindaco Andrea è pronto a benedire don Andrea. Anche se ci sarà qualcuno (più di uno...) che lo manderà a farsi benedire.