Onu, Ahmadinejad: "Israele orribile razzista" Gli europei se ne vanno

Usa, Italia, Israele e Germania non siedono al tavolo organizzato dall'Onu a Ginevra contro il razzismo. Duro attacco del presidente iraniano che si scaglia contro Gerusalemme: i rappresentanti europei lasciano la sala per protesta (<strong><a href="/video.pic1?ID=ahmadinejad_infiamma">guarda il video</a></strong>)

Ginevra - Ci pensa Ahmadinejad. Il leader iraniano prende la parola e il vertice Onu di Ginevra diventa un pandemonio. Fischi, urla, contestazioni. Il presidente di Teheran taccia Israele di razzismo e gli Stati Uniti di complicità. E la platea si infiamma. I delegati dell’Unione europea e di altri Paesi occidentali hanno abbandonato la sala. Ahmadinejad ha criticato l’insediamento di un "governo razzista" nel cuore del Medio Oriente dopo il 1945, alludendo chiaramente allo stato di Israele senza però mai nominarlo nel suo discordo davanti i partecipanti alla conferenza dell’Onu sul razzismo. Poco prima, nel momento in cui il capo di stato iraniano ha preso la parola davanti ai delegati, almeno tre manifestanti con parrucche multicolori e nasi rossi da clown hanno gridato "razzista, razzista" all’indirizzo di Ahmadinejad. I tre sono stati espulsi dalla sala delle conferenze.

Ban Ki-moon e gli assenti Con l’intervento inaugurale del segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, si apre la conferenza sul razzismo, la discriminazione razziale e la xenofobia promossa dalle Nazioni Unite, meglio nota come "Durban 2". Ma nel parterre mancheranno, oltre all’Italia, una serie di nazioni che hanno deciso di boicottare il summit che rischia di mutarsi in un processo a distanza a Israele: ai lavori non partecipano infatti Stati Uniti, Germania, Australia, Canada, Olanda, Nuova Zelanda, Polonia e Israele. L’Italia, contraria sin dalla prima ora per gli accenti antisemiti presenti nella bozza del documento finale, aveva ritirato il 5 marzo la delegazione dai negoziati per le frasi antisemite contenute nella prima bozza.

Ahmadinejad a Israele: "Orribile razzista" Il presidente iraniano ha affermato che dopo la Seconda guerra mondiale furono inviati "migranti dall’Europa e dagli Stati Uniti, per creare un governo razzista nella Palestina occupata". Chiara l’allusione a Israele che peraltro non ha mai chiamato per nome. "Occorre fare degli sforzi per mettere fine agli abusi dei sionisti e dei loro sostenitori - ha insistito il leader della repubblica islamica - si devono aiutare e incoraggiare i governi a sradicare questo barbaro razzismo e ad avanzare verso la riforma". Immediate le condanne. La Francia, che aveva deciso in extremis di intervenire, ha parlato di "incitamento all’odio" e ha chiesto all’Ue di assumere "una posizione molto ferma". Dura anche la posizione presa da Ban Ki-Moon che ha "deplorato" le parole del leader iraniano.

Frattini: "Corrette le nostre previsioni" "La nostra previsione si è rivelata corretta". Il ministro degli Esteri Franco Frattini commenta così la decisione dei delegati Ue di abbandonare i lavori della conferenza internazionale sul razzismo: "Ne prendo atto, l’Italia non ha voluto fin dall’inizio partecipare a un’occasione che presumibilmente, nella nostra valutazione come in quella della Germania, avrebbe potuto risolversi in una cattiva occasione utilizzata per incitare all’odio anti-israeliano". Per il titolare della Farnesina è ancora presto per capire se l’Europa troverà in questo modo una posizione unitaria sull’iniziativa dell’Onu e la dichiarazione finale della conferenza: "L’Italia è sempre stata contro ogni forma di razzismo: non si può utilizzare un’importante occasione delle Nazioni Unite per incitare all’odio anti-ebraico". "L’Italia - ha aggiunto il ministro - è comunque pronta a impegnarsi da subito per un’occasione internazionale contro il razzismo e contro ogni discriminazione, ma a condizione che non vi siano i rischi che purtroppo si sono avverati" nel processo di Durban 2.