Onu, nasce il Consiglio dei diritti umani

Gli Stati Uniti votano contro: chiedevano una clausola che escludesse i Paesi sotto sanzioni

Scompare la Commissione Onu di Ginevra: con 170 voti a favore, tre astensioni e quattro no, tra cui quello degli Usa, l'Assemblea generale ha approvato la creazione di un nuovo e più democratico organismo per la tutela dei diritti umani. Il Consiglio per i diritti umani prenderà il posto della Commissione per i diritti umani, screditata dal meccanismo arbitrario di assegnazione dei 53 seggi, occupati anche da regimi repressivi e liberticidi e da prese di posizione spesso discutibili. Il nuovo organismo sarà composto da 47 Paesi membri eletti direttamente dall’Assemblea generale che resteranno in carica per tre anni. Il suo compito sarà quello di fare un esame della situazione dei diritti umani in ognuno dei Paesi membri suggerendo, ove opportuno, nuove leggi per una migliore tutela. Le sessioni annuali verranno portate a tre. Gli Stati Uniti, sostenuti dalla stampa liberal americana, chiedevano una clausola che vietasse esplicitamente ai Paesi sotto sanzioni Onu di entrare nel Consiglio. L'ambasciatore John Bolton ha spiegato che non ci sono sufficienti garanzie che il nuovo organismo farà meglio del suo predecessore ma ha assicurato che Washington collaborerà per fare in modo che funzioni al meglio. Il presidente dell'Assemblea generale, lo svedese Jan Eliasson, protagonista dei cinque mesi di trattative che hanno portato al faticoso compromesso, ha affermato che il nuovo organismo permetterà di far avanzare «i principi basilari che furono istituiti dall'Onu con la Dichiarazione universale dei diritti umani».