Opa bancarie allo snodo Consob

L’Autorità dovrà valutare il problema dello statuto della compagnia

Angelo Allegri

da Milano

Sulle scalate bancarie il pallino torna a Consob e Bankitalia. «Azzoppata» quest’ultima dalle inchieste giudiziarie e dalla spaccatura tra Governatore e vigilanza, a dire una parola decisiva sulle vicende Bnl e Antonveneta potrebbe essere nei prossimi giorni l’Autorità presieduta da Lamberto Cardia. I funzionari della Commissione per la Borsa incontreranno subito dopo Ferragosto i nuovi vertici della Banca Popolare italiana. Giorgio Olmo, di recente nominato amministratore delegato dopo la sospensione di Gianpiero Fiorani, ne riferirà poi in un consiglio di amministrazione di Bpi in programma per venerdì 19, con possibile slittamento a lunedì 22.
Olmo ha il problema di superare lo stallo in cui si trova l’istituto lodigiano. La strada privilegiata sembrerebbe quella di una vendita della quota in Antonveneta (ad Abn o ad altri) o di un accordo con gli olandesi per uno «spezzatino». C’è però un ostacolo: come ha ricordato lo stesso custode giudiziale Emanuele Rimini, il meccanismo non può mettersi in moto finché dura il sequestro dei titoli deciso dalla Procura di Milano. E quest’ultimo provvedimento è legato alle due Opa lodigiane pendenti (per il momento la Consob le ha solo sospese). Una semplice rinuncia di Bpi non sembra sufficiente visto che una delle due offerte ha carattere obbligatorio. La soluzione sembra dunque quella di individuare un «percorso» su cui sia possibile mettere d’accordo tutte le autorità coinvolte e che consenta all’ex Lodi di rimettere in gioco la situazione, fugando ogni possibile dubbio sulla solidità dell’istituto. Da parte loro i funzionari della Commissione, che quest’anno hanno ridotto ai minimi termini la pausa ferragostana, stanno continuando l’esame della documentazione disponibile sui nodi ancora irrisolti delle proposte di Fiorani: la vendita delle quote di minoranza in alcune società del gruppo Bpi (che potrebbero essere legate a impegni di riacquisto non comunicati) e il complesso delle garanzie finanziarie presentate dall’istituto.
Per gli uomini di Cardia subito dopo Ferragosto si aprirà anche un nuovo fronte: quello dell’offerta di Unipol su Bnl. Entro mercoledì 17 la compagnia assicurativa guidata da Giovanni Consorte deve presentare il prospetto per l’Opa. È l’ultimo giorno disponibile: l’accordo con Francesco Gaetano Caltagirone e gli immobiliaristi, con conseguente superamento da parte di Unipol della soglia del 30%, risale al 18 luglio e la legge fissa in 30 giorni il limite per la presentazione dell’offerta pubblica d’acquisto. Poi toccherà all’Isvap (l’autorità del settore assicurativo). In Banca d’Italia, invece, il prospetto è arrivato il 4 agosto.
Anche in questo caso l’esame della Consob appare delicato. I funzionari devono verificare che i documenti consentano all’investitore la possibilità di formarsi un «fondato giudizio». Dovranno dunque valutare l’ultimo scoglio emerso sulla rotta di Consorte. Il cambiamento dell’attività principale di Unipol (da assicurativa a bancaria) potrebbe rendere necessario un cambio di statuto con annesso diritto di recesso per i soci che non fossero d’accordo. Il tutto si tradurrebbe in un appesantimento delle garanzie finanziarie richieste alla compagnia. Finora Unipol ha parlato di un aumento di capitale da 2,6 miliardi, a cui si sommerebbero due miliardi di euro di mezzi propri e un prestito obbligazionario da 1,4. Unipol ha fissato per il 29 agosto l’assemblea straordinaria che darà il via all’operazione e per il 2 settembre il cda in cui sarà decisa l’esatta entità dell’aumento di capitale.