Opa Bnl, ultimi ritocchi per il prospetto Unipol

Entro lunedì la versione integrata dall’Authority. Faro di Cardia sul ruolo di Bpi e Popolare Vicenza. Abete: «Semestre oltre le attese»

Massimo Restelli

da Milano

Via-vai di consulenti nel quartier generale di Unipol, dove l’amministratore delegato Giovanni Consorte è al lavoro per integrare il prospetto dell’Opa su Bnl secondo le richieste formulate dalla Consob. L’intenzione è stringere i tempi della marcia verso Via Veneto tanto che la versione definitiva del documento potrebbe materializzarsi questa sera o al massimo lunedì. Il giorno successivo sarà, invece, l’Antitrust a prendere la parola per lasciare poi campo a ottobre a Isvap e Bankitalia al cui nulla-osta è subordinato l’effettivo avvio dell’offerta su Bnl in agenda all’inizio di novembre.
Malgrado il progetto con cui Consorte intende portare Bnl nell’orbita di Unipol appaia vicino a realizzarsi (ieri in Piazza Affari il titolo bolognese ha guadagnato l’1,3%), la Consob continua a monitorare il dossier. La Commissione di Lamberto Cardia ha infatti imposto alla Banca Popolare di Vicenza e alla Popolare Italiana di tornare a specificare i rapporti in essere con il gruppo di Via Stalingrado. Entrambe figurano tra gli istituti che hanno appoggiato la scalata a Bnl di Consorte, con cui esistono degli accordi di compravendita sulle quote di Via Veneto in loro possesso.
Intese le cui grandi linee erano state già specificate da Unipol al momento di rilevare il 27% dalle mani del contropatto di Francesco Gaetano Caltagirone. Con l’obiettivo di informare i rispettivi azionisti, la Consob ha però chiesto ai diretti interessati di ribadirne i dettagli: oltre alla tempistica e al valore dei contratti, le due banche popolari hanno negato qualsiasi accordo sul governo di Bnl; Bpi ha rilevato anche che non ci sarà alcun premio rispetto ai 2,7 euro previsti dall’Opa Unipol.
Offerta su cui si è ancora una volta scagliato il presidente di Bnl, Luigi Abete, giudicando «iniquo» il prezzo proposto rispetto al massimo pagato (2,9 euro) dal fronte Unipol per rilevare il 27% della banca dalle mani del contropatto. Oltre a questa tesi, già affidata a una memoria scritta del banchiere alla Consob e oggetto di un esposto del Bilbao, Abete ha ridimensionato l’impatto del via libera all’Opa concesso dalla Consob mercoledì: «Non è cambiato proprio niente. I problemi da risolvere sono tanti». Anche perché l’insorgere dell’offerta ha indotto a sospendere i lavori per il piano industriale 2006-2008, da cui deriva un potenziale «danno» per lo sviluppo della banca. Abete si è tuttavia detto «fiducioso» sul fatto che i risultati del primo semestre di Bnl siano migliori delle attese e che quest’anno il Roe (utile netto su patrimonio netto) supererà il 10% previsto.