Opa su Antonveneta tra febbraio e marzo

Il gruppo olandese prevede un esborso massimo di 3,26 miliardi di euro

da Milano

Prenderà le mosse a febbraio, per concludersi entro il mese di marzo, l’Opa obbligatoria su Antonveneta lanciata da Abn Amro, che ieri ha presentato alla Consob il prospetto informativo. Rispetto alla precedente offerta dello scorso 30 marzo, naufragata in seguito all’opposizione della Popolare Italiana e dei cosiddetti “concertisti”, nulla è cambiato per quanto riguarda il prezzo, ancora fissato a 26,5 euro per azione. Lo sforzo finanziario messo in conto dal gruppo olandese per il 38,881% dell’istituto padovano è di 3,26 miliardi. Così come era stato stabilito nel marzo scorso, verrà lanciata un’Opa residuale se Abn si troverà a possedere tra il 90 e il 98% di Antonveneta (obbligo peraltro imposto dal Testo unico della Finanza), in modo da ottenerne la revoca della quotazione in Borsa.
Attualmente gli olandesi controllano il 60,387% di Antonveneta. Il superamento della soglia del 30% che fa scattare l’obbligo dell’Opa è avvenuto dopo aver perfezionato, all’inizio di gennaio, l’acquisto del 25,884% del capitale della banca veneta dalla ex Lodi, Fingruppo, G.P. Finanziaria, Tiberio, Fausto ed Ettore Lonati, Magiste International, Emilio Gnutti e Stefano Ricucci. Entro la fine di marzo, inoltre, potrebbero finire nel portafoglio di Abn i pacchetti di azioni al momento sotto sequestro che fanno capo a Fingruppo Holding (4,592%), Finanziaria (1,846%), Tiberio Lonati (0,771%), Fausto Lonati (0,810%), Ettore Lonati (0,810%) e Magiste International (4,659%). A questo proposito, nei prossimi giorni dovrebbe essere presentata richiesta di dissequestro dei titoli Antonveneta posseduti dalle società controllate da Gnutti, mentre il custode giudiziario sarebbe al lavoro con i pubblici ministeri per trovare una soluzione che porti allo sblocco dei pacchetti di proprietà di Ricucci, di Danilo Coppola e dei fratelli Lonati.
Nel documento con cui ieri ha annunciato l’Opa, Abn spiega le linee strategiche che intende seguire per sostenere la crescita di Antonveneta. Gli olandesi non escludono il ricorso a un aumento di capitale o all’emissione di strumenti ibridi di capitale per allineare «la patrimonializzazione di Antonveneta alla best practice nazionale e internazionale». La sede sarà mantenuta a Padova, per manifestare l’intenzione di rafforzare il radicamento territoriale, e i marchi dell’istituto saranno mantenuti. Abn ribadisce il sostegno all’attuale management e «la piena condivisione» dell’indirizzo strategico e industriale di Antonveneta. Il management del gruppo Abn e quello di Padova analizzeranno assieme i progressi fatti nella realizzazione del business plan 2004-2006 e «lavoreranno assieme all’elaborazione di una strategia che tenga conto dei cambiamenti avvenuti dall’approvazione» del settembre 2003.