"Opel, la Merkel appoggia il piano Fiat" Guttenberg: insufficienti le tre offerte

Secondo la<em> Bild</em>, il cancelliere tedesco &quot;respinge il piano Magna&quot;. Per il ministro dell'Economia le offerte per Opel non garantiscono in modo sufficiente le risorse del governo. Marchionne: &quot;Nessuna chiusura in Germania. Le nostre cifre non nascondono costi, che alla fine ricadrebbero sulle spalle dei contribuenti tedeschi&quot;. Il governatore Koch: &quot;Lo Stato non si può far carico di tutti i rischi&quot;. Magna rilancia: restituzione più rapida del debito

Berlino - Il cancelliere tedesco Angela Merkel preferirebbe il piano Fiat a quello di Magna, che invece aveva avuto nei giorni scorsi il sostegno sia del vice cancelliere e ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeir (Spd), sia del governatore dell'Assia Roland Koch. L' edizione domenicale del quotidiano Bild, "Bild am sonntag", presenta un articolo nel quale fin dal titolo evidenzia che la Merkel "respinge il piano Magna" e spiega che questo soprattutto se il colosso austro-canadese persisterà nel voler tagliare 2.200 posti di lavoro nella fabbrica di Bochum (NordReno-Vestfalia). Per questo, secondo il quotidiano, il cancelliere tedesco "appoggia indirettamente il piano Fiat".

Guttenberg: offerte insufficienti Nessuna delle tre offerte presentate per l'acquisto della Opel, garantisce "in modo sufficiente" che le risorse di bilancio del governo tedesco per questa operazione non vadano perse. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Karl-Theordor zu Guttenberg (Csu), secondo quanto riporta l'edizione domenicale del tabloid Bild

Marchionne: esuberi? massimo 2mila La Fiat conta di mantenere almeno 23 mila dei 25 mila posti di lavoro Opel in Germania e "nel caso peggiore sarebbero al massimo 2 mila posti di lavoro a essere colpiti da un'integrazione di Opel in un gruppo unitario libero da debiti con la Fiat". Inoltre con le sinergie tra i due gruppi si avrebbe la possibilità di risparmiare 1,5 miliardi di euro che "consentiranno di restituire le garanzie statali entro 5 anni". Lo ha assicurato l'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne intervistato dalla "Bild am Sonntag" nel quale rassicura su quattro punti: gli esuberi, il rispetto delle normative sul lavoro, il piano pensionistico di Opel, la restituzione delle garanzie messe dallo stato tedesco. Per Marchionne il piano Fiat "soddisfa meglio di ogni altro tutti i criteri. Chiunque sappia far di conto, anche nel mondo politico, può verificarlo". Il manager Fiat, comunque , non nasconde che il progetto del Lingotto "incontra attualmente in Germania ancora alcune riserve". Sottolinea però che "diversamente dai nostri concorrenti, il nostro piano è un bastione contro l'esodo di tecnologia automobilistica dalla Germania e dall'Italia. Le nostre cifre sono oneste e non nascondono costi, che alla fine ricadrebbero sulle spalle dei contribuenti tedeschi". L'ad del gruppo italiano spiega che sarebbero rispettate "tutte le norme sul diritto del lavoro esistenti in Germania, in particolare la legge aziendale e la mitbestimmung", che prevede lo stesso numero di rappresentanti dei lavoratori e della proprietà nel Consiglio di Sorveglianza di una società. Sul fronte economico - spiega ancora l'amministratore delegato - "i 4 miliardi di obblighi pensionistici di Gm Europe sono calcolati nel nostro piano di finanziamento e a differenza degli altri competitori". Inoltre "Fiat dispone di un sufficiente ed elevato cash-flow, superiore a 3 miliardi di euro all'anno. Oltre a ciò, ci sono 1,5 miliardi di euro di sinergie con Gm Europe, compresa Opel, che ci consentiranno di restituire le garanzie statali al massimo entro 5 anni". E l'ad, in un altra intervista, stavolta al Frankfurter Allgemeinen Zeitung assicura: "Non prevediamo di chiudere alcun impianto in Germania".

Koch: i contendenti rischino... Il governatore dell'Assia, Roland Koch (Cdu), ha chiesto ai potenziali acquirenti della Opel un maggiore impegno finanziario, in modo da dimostrare di essere disposti a rischiare anche in proprio in questa operazione e non solo con i soldi dello Stato. "Non è possibile che lo Stato si faccia carico di tutti i rischi", ha detto Koch al quotidiano Handelsblatt. "Vogliamo imprenditori motivati nel loro ruolo di nuovi proprietari" della Opel, ha proseguito, ricordando che le loro decisioni riguarderanno il destino di una "grande quantità di fondi dei contribuenti". Per questo, ha spiegato, "il miglior modo per dimostrare che sono motivati è che rischino qualcosa anche loro". Koch ha inoltre osservato che il piano della Magna lascia ancora molte questioni aperte, ma che continua a preferirlo alla proposta Fiat.

Magna rilancia Il gruppo austro-canadese Magna ha migliorato la propria offerta per l'acquisto della Opel proponendo di ripagare l'indebitamento in tempi rapidi attraverso un rigido piano che prevede, tra l'altro, un blocco dei dividendi ai futuri azionisti del nuovo gruppo. Lo scrive il settimanale Die Zeit nella sua edizione online. "Almeno il 30 per cento dell'utile netto sarà utilizzato per ripagare l'indebitamento garantito dalla mano pubblica", recita la proposta, secondo il settimanale. "Fino alla cancellazione dell'intero indebitamento - assicura Magna -, non verrà pagato alcun dividendo agli azionisti". Secondo la proposta, lo Stato si impegnerebbe con garanzie sul debito per 4,5 miliardi di euro. Garanzie, queste, che verrebbero concesse per un periodo di cinque anni. La Magna assicura l'estinzione del debito ed il pagamento dei relativi interessi nell'arco dei cinque anni.