Open, Karlsson in fuga-record Dei fratelli Molinari resta Dodo

Primato del campo per lo svedese che guida il torneo. Francesco non supera il taglio, Edoardo 20°. Canonica 35°. Boom di spettatori al Methorios: ieri oltre centomila presenze

da Tolcinasco (Milano)

Due primati ieri a Tolcinasco, dove il Methorios Capital Italian Open di golf maschile ha celebrato la sua seconda giornata conclusa da un «taglio» per certi versi traumatico. Ne parleremo più avanti ed eccoci intanto al dovuto preludio.
Primo record: oltre diecimila persone hanno seguito gli sviluppi della gara, e sembra che non fosse mai successo di venerdì, giornata lavorativa, e almeno duemila di queste seguivano il «dream team» Canonica-Daly-Castaño e lo sappiamo perché c’eravamo anche noi. È vero che la prospettiva dell’ingresso libero è stata di certo stimolante, ma è altrettanto vero che non c’è obbligo di adesione, anche gratuita, a un tipo di spettacolo che non interessi. Il nostro golf può trarne incoraggianti conseguenze.
Secondo record: il biondo Jan Robert Karlsson, 39 anni, svedese di St. Malm, sette successi nel Tour europeo, una presenza in Ryder Cup (vinta nel 2006), ha conquistato lo «score» storicamente migliore sul percorso del campo. Ha infatti chiuso il giro in 61 colpi con otto «birdies», due «eagles» e un «bogey» (il che significa -11). Ha così superato il limite stabilito l'anno scorso da un altro svedese, Joakim Backstrom, che si era fermato a -10. Con la grande prova di ieri Karlsson si è piazzato (-15) alla guida solitaria dell'Open, seguito a -13 dalla coppia formata dal sudafricano Otto e dall'inglese Foster.
Ed eccoci al taglio (fissato a -4, com’era successo nel 2006 e l'anno scorso). Una ghigliottina che ha troncato almeno due teste importanti: quelle di Fernandez Castaño (che ha chiuso in par) e di Francesco Molinari (che ha chiuso a - 3). Il golf è anche questo: lo spagnolo era il campione uscente di Tolcinasco e il «Chicco» torinese qui aveva vinto nel 2006 e nel maggio del 2007 si era piazzato terzo. Il golf forse lega il suo fascino di fondo giusto al vezzo di non subire alcun tipo di logica corrente. Fernandez Castaño e Francesco Molinari erano due favoriti d’obbligo? Sì. E allora tornano a casa. Come tanti altri, visto che resteranno in corsa, tra oggi e domani, soltanto 76 dei 156 giocatori che avevano affrontato l'avventura. Otto dei ventuno concorrenti italiani continuano la loro corsa: Edoardo Molinari (-8), Gagli (-7), Canonica, Soffietti e Tadini (-6), Colombo e Lombardi (-5) e Viganò (-4).
Il clima azzurro? Si va dal giusto entusiasmo del giovane Gagli, alla serenità di Canonica. Il Cavaliere del fair play, che ha buttato due punti nelle ultime due buche, ha comunque detto che «la gara non è finita. Non so se Karlsson, un ottimo giocatore, riuscirà a ripetere il suo splendido giro. È lassù, lontano, ma non irraggiungibile». E i fratelli Molinari? Francesco, che già con Edoardo sta pensando alla gara della settimana prossima in Irlanda, ha preso la propria «decapitazione» con filosofia. «Non sono riuscito a fare il risultato forse perché avevo esaurito il credito con la fortuna che avevo avuto per due anni. Sapevo che per me era inevitabile scendere prima o poi dal podio di Tolcinasco. È successo e continuerò a tifare per mio fratello, che ha giocato, al contrario di me, piuttosto bene. È bello che stavolta tocchi a lui tenere alto il nome della nostra famiglia».
Tra oggi e domani, giornata d’epilogo dell’Open, ci saranno a Tolcinasco papà Paolo Molinari, mamma Micaela, Valentina (la moglie di Francesco) e Anna (la fidanzata di Edoardo). Francesco sarà l'angelo custode di Edoardo, contento per il piazzamento scacciaguai, pronto a fare gli scongiuri «per quello che potrà ancora succedere su un campo che comunque, pur essendo bello, a me non piace troppo perché trovo scomode, per i miei gusti, due-tre buche. Karlsson? È il grande favorito, adesso. Credo che quest'Open si vincerà alla quota di 22-24 punti finali». A quella quota potrà arrivare qualcuno dei nostri? Sarebbe un miracolo. È ormai prudente non sperarci.