Opera, 400 persone in piazza Fuoco e fiamme contro i rom

Bruciate le tende della Protezione civile che dovevano accogliere i nomadi. Il sindaco costretto a sospendere il consiglio comunale

Un vero e proprio blitz. Conclusosi con 6 tende della Protezione civile bruciate e altre 7 divelte nel campo che il comune di Milano sta allestendo a Opera - all’angolo tra via Borsellino e via Marcora - per i nomadi sgomberati in zona Ripamonti due settimane fa. Quasi contemporaneamente un’incursione di circa 400 persone hanno impedito al consiglio comunale di Opera di proseguire mentre altri portavano come un trofeo, davanti al municipio, parte di quelle tende bruciate.
A Opera i nomadi non li vogliono, è chiaro. Il sindaco Alessandro Ramazzotti (Ds), tra le 20 e le 21 di giovedì, ha tentato di illustrare al consiglio comunale e ai cittadini imbufaliti che affollavano l’aula il protocollo d’intesa appena raggiunto con le istituzioni milanesi per sistemare i 67 rom (di cui 34 bambini) che hanno dovuto lasciare l’accampamento abusivo di via Macconago giovedì 14 dicembre perché sgomberati dalla polizia. Il primo cittadino, però, si è dovuto interrompere perché il vociare di proteste gli impediva di parlare. E a nulla sono valsi i 15 minuti di pausa: Ramazzotti è stato costretto a sospendere il consiglio comunale mentre l’orda di gente, dietro incitazione dei rappresentanti della Lega, si riversava sulla strada e, bloccando il traffico davanti alla rotonda, agitava una specie di vessillo: il lembo di una delle tende che alcuni di loro avevano bruciato (probabilmente durante il consiglio comunale).
In via Borsellino l’altra sera, subito dopo il rogo, sono giunti i carabinieri della compagnia di Corsico, quelli del nucleo radiomobile di Milano e, ieri mattina, la Digos che, insieme ai militari, ha presidiato la zona, non recintata e decisamente poco vigilabile. Sul posto sono state trovate delle taniche di benzina. E, oltre ai leghisti, c’è chi giura che tra i piromani ci fossero anche esponenti dell’estrema destra.
Nei giorni scorsi a Opera era nato un vero e proprio vespaio di proteste quando il Comune e la Provincia di Milano - non appena deciso di approntare l’area verde all’angolo tra via Borsellino e via Marcora per il campo nomadi provvisorio, con le grosse tende azzurre riscaldate della protezione civile - avevano mandato subito sul posto le ruspe per iniziare i lavori. I residenti erano scesi allora sul piede di guerra, impedendo alle ruspe di andare avanti. E non erano stati solo i vertici della casa di riposo «Anni Azzurri» che si trova nell’area, ma tutti coloro che in quella zona stanno per andarci ad abitare.
«È un’area dove sono state costruiti molti alloggi nuovi. E dove la gente non vuole più andare a vivere ora che sa che accanto ci saranno i rom. Avevamo detto no al campo nomadi di Noverasco e adesso ne allestiscono uno lì accanto» aveva protestato il sindaco di Opera con il prefetto Gianvalerio Lombardi lunedì quando, in piena emergenza proteste, era stato avvertito solo a lavori già iniziati. Poi le polemiche sembravano essersi quietate e l’accordo con la Provincia raggiunto. Ma c’era chi attendeva solo il momento giusto per agire. Adesso l’area dell’incendio è sorvegliata 24 ore su 24. Nel timore di nuovi blitz.