UN’OPERA D’ARTE

(...) Le parole dunque si snodano per la strada come un rosario di piccole perle bianche sul selciato nero e come tutte le cose scritte il tempo, l’uomo e gli animali, le macchine potranno cancellarne la massima parte. «Per raccontare questa storia d’amore bisogna partire da Odessa»: così comincia la favola, le prime parole scritte per tangente al grande portone del Ducale. Parole indirizzate al mare. Da Odessa a Praga, dalla Valtellina ad Haifa poi l’ Africa, la Spagna, Genova fino alla fine risolvendo, come scrive Matteucci, «il contenzioso con l’invisibile». Ruth e Carlo «si amano perché altrimenti moriranno» e alla fine della loro storia insieme «dormono l’uno accanto all’altra, la stella di David e la croce latina, nell’attesa del risveglio alla fine della fine del tempo».