Opera, pesta a sangue la moglie Primo rom espulso dal campo

La donna è stata salvata dai carabinieri. Ora è ricoverata in ospedale, ma presto si trasferirà alla Casa della Caritas coi tre figli

Non cessano le polemiche sul campo nomadi di Opera: proprio ieri sera, un grave episodio non è degenerato grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine presenti al campo per controllare i manifestanti. Un uomo, già ubriaco, ha pestato a sangue la moglie che lo pregava di smettere di bere. Lui è stato allontanato e lei, con i tre figli, è finita alla Caritas.
Sono da poco passate le 19.30, alcuni cittadini che da settimane ormai presidiano il campo, notano una ragazza nomade entrare ed uscire dal campo: «Ho visto una zingara che continuava a fare avanti indietro, verso la pista ciclabile dove c'era un’altra donna - racconta un testimone - al terzo giro ho avvisato le forze dell’ordine che sono intervenute e hanno accompagnato la donna all'interno del campo». «La situazione pareva strana - prosegue Maurizio, altro residente - la ragazza, era terrorizzata, tremava ma nonostante il freddo, indossava solo un paio di ciabatte. Appena è entrata, abbiamo sentito delle urla lancinanti, come stessero accoltellando qualcuno. Meno male che i carabinieri sono subito intervenuti». Dopo alcuni minuti - prosegue Vando - un’ambulanza è entrata nel campo e uscita quasi subito a sirene spiegate».
Sul posto è arrivato anche don Colmegna della Casa della Carità che è entrato al campo per verificare la situazione. La ragazza, portata al pronto soccorso Humanitas di Rozzano, sarebbe stata ricoverata per accertamenti. La giovane, già madre di tre bambini, non tornerà più al campo ma sarà ospitata con i suoi piccoli alla Casa della Carità di Milano.
I cittadini del presidio però, credono che oltre ad una semplice lite familiare, ci sia qualcosa di più. Sostengono che da qualche giorno attorno al campo si verifichino cose strane. «Abbiamo visto spesso alcune macchine con targa romena e di grossa cilindrata, girare qui attorno, da una Daewoo in particolare, ho visto scendere un uomo, dirigersi nel fosso che circonda il campo e frugare tra le sterpaglie, ma appena alcuni di noi si sono avvicinati, è scappato verso Rozzano. La situazione - prosegue il giovane - al contrario di ciò che viene fatto credere, non sembra proprio tranquilla, sono contento che il sindaco faccia rispettare il patto di legalità. Trovo assurdo però che non sia stato preso alcun provvedimento per il presunto traffico losco che la donna svolgeva con la sua complice fuggita né, tanto meno, verso il marito che l'ha aggredita; cosa sarebbe successo se a massacrare la moglie di botte, fosse stato protagonista un cittadino operese? Sicuramente una bella denuncia e almeno una notte in caserma». Intanto, i cittadini del presidio, hanno scritto una lettera aperta alle istituzioni con la quale chiedono come mai, non si sono svolti accertamenti preventivi verso le donne né perché non siano state eventualmente fermate entrambe.