Opera, petardi e fumogeni contro i rom

Altra giornata di tensione a Opera, dove - un po’ a sorpresa - i volontari della Protezione civile su decisione del prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, hanno provveduto a ricostruire la tendopoli distrutta da un incendio doloso la scorsa settimana. All’arrivo dei 77 rom i manifestanti, che ormai da giorni presidiano per protesta l’area circense, hanno sfogato la propria rabbia occupando un tratto della statale 412 e lanciando petardi e fumogeni all’indirizzo dei nomadi. I «rivoltosi» non hanno risparmiato nemmeno il parroco, allontanato tra insulti e spintoni. E mentre le istituzioni assicurano la «temporaneità della soluzione», il vicesindaco, Riccardo De Corato, lancia un appello in vista dell’entrata di nuovi Paesi nell’Unione Europea: «Un problema che il governo non può e non deve scaricare sugli enti locali. I Comuni vanno assistiti con risorse adeguate a gestire quella che potrebbe diventare una vera e propria emergenza». Per il console romeno a Milano, Mircea Gheordunescu, invece si tratta «allarmismo infondato. Chi doveva entrare nel territorio nazionale lo ha già fatto in passato. L’Italia ha bisogno più che mai di operai e badanti provenienti dalla Romania».