Opera: Provincia e Regione «ricattano» il Comune

BUGIE Le parole di Delanoë su Alemanno offendono il sindaco ma anche tutta la città

La coincidenza è davvero singolare. Mentre Francesco Ernani, fino a pochi giorni fa e per un decennio Sovrintendente del Teatro dell’Opera, salutava i lavoratori del Costanzi, a un chilometro di distanza prendeva forma l’identikit del suo successore. Una nota del Campidoglio, trasmessa alle agenzie nel primo pomeriggio, faceva infatti sapere che il maestro Nicola Colabianchi è stato nominato consulente artistico del commissario dell’ente lirico (il commissario è lo stesso primo cittadino).
La scelta di Colabianchi non è stata gradita negli ambienti della Provincia di Roma e della Regione. Giulia Rodano, assessore alla Cultura della Regione, si fa portavoce dei malumori che si vivono alla Pisana: «Sin dai primi annunci abbiamo definito il commissariamento del teatro dell’Opera un atto politico e la scelta fatta conferma pienamente questo indirizzo». «Di Colabianchi - aggiunge la Rodano - sappiamo che è insegnante di conservatorio e che ha al suo attivo consulenze e attività legate ad ambienti politici di Alleanza Nazionale. Ma non ci risulta alcuna precedente direzione artistica di un grande teatro».
La Rodano, però, non si limita a un commento sulla nomina di Colabianchi e preconizza scenari «magri» per l’ente lirico capitolino. «Il sindaco Alemanno - spiega - non deve dunque stupirsi se istituzioni finanziatrici della Fondazione che non hanno mai condiviso la scelta del commissariamento, né sono state mai coinvolte nella sua gestione successiva, riflettano ora seriamente sull’ipotesi di destinare i propri finanziamenti ad altre iniziative culturali». Anche Cecilia D’Elia, assessore alla cultura della Provincia, conferma il ritiro del finanziamento dell’Opera da parte di Palazzo Valentini. Un atteggiamento, quello dei rappresentanti delle due istituzioni, che viene visto dalla maggioranza in Campidoglio come un atto «ricattatorio». «L’amore per la lirica fa parte della nostra tradizione nazionale - commenta il deputato del Pdl Fabio Rampelli - ed è ignobile che venga strumentalizzato l’ente lirico capitolino per fini politici. «Parla proprio di «ricatto inaccettabile» il suo collega di partito Marco Masilio: «Con la Regione e la Provincia governate dal centrodestra non vi sono mai stati tagli ai finanziamenti verso enti culturali quando il sindaco si chiamava Rutelli o Veltroni. Succede invece ora in presenza del sindaco Alemanno».