«Un’opera simbolo che attira i turisti»

Fiorio: «La richiesta cade in coincidenza con altre concessioni a Washington e Vienna»

Maria Teresa Fiorio, direttore delle Civiche raccolte d’arte, è stata soprintendente della Pinacoteca di Brera tra novembre 2002 e fine 2005. Prese servizio quando «Il cristo Morto» era ancora a Mantova e fu lei ad autorizzare il prolungamento del prestito. «Non fui io - ricorda la direttrice - a concedere il prestito del capolavoro del Mantegna per la mostra sui Gonzaga di Mantova perché subentrai più tardi. Mi ricordo però che autorizzai la proroga del prestito di un mese circa anche perché l’opera era già in sede».
Ci furono opere di pari importanza di cui autorizzò il prestito?
«No, mi ricordo che ci venne chiesto da Londra, nel 2004, Lo sposalizio della Vergine di Raffaello, che non concedemmo perché non c’era reciprocità. Quando si prestano ad altri musei opere di tale rilevanza, ci si aspetta in cambio un pezzo di pari valore, cosa che in quel caso non sarebbe avvenuta. Negai anche il prestito de La cena in Emmaus del Caravaggio perché era appena stata a Londra e a Napoli. Era diventata un’opera itinerante».
Cosa pensa del prestito in discussione?
«Parliamo di un’opera chiave per la Pinacoteca, un simbolo in un certo senso, che attrae turisti che spesso vengono apposta per ammirarla, Quando un’opera viene chiesta da altri musei ci si fa sempre scrupolo per i visitatori. La richiesta del Cristo Morte cade in coincidenza con la concessione a Washington e Vienna di alcune opere del “Corridoio dei veneti”. Prestare anche il Mantegna vorrebbe dire lasciare tropo sguarnita la sezione Veneta».