Opera tre volte necessaria per lo sviluppo del complesso

Massimo Corsaro

Perché la terza pista di Malpensa? Non per costoso e inutile capriccio di gigantismo foriero di definitivo danno ambientale, come qualcuno strumentalmente sostiene, ma per necessità, e non una sola. Uno: per la funzionalità e la capacità dello scalo. Le due piste della Malpensa di oggi sono come le convergenze parallele di antica memoria mai abbastanza superata; un compromesso, con le limitazioni di tutti i compromessi, una doppia capacità solo apparente, perché gli aerei si accodano in partenza come le auto lungo la A4, o girano in tondo sopra l’aeroporto consumando e inquinando inutilmente. Due: per la sicurezza a terra e in aria, perché una terza pista migliorerebbe le potenzialità di manutenzione servendo meglio i piazzali, distribuirebbe meglio gli aerei nei loro movimenti e li terrebbe meno tempo in attesa, in aria o in terra. Tre: per aumentare l’attrattività dello scalo al fenomeno crescente dei voli low cost. Per queste ragioni la terza pista deve rappresentare la linea, fisica e metaforica, di sviluppo dell’intero complesso di Malpensa.
*assessore all’Industria Regione Lombardia