Operaio cade da un’impalcatura e muore

Un operaio romeno, Lazar Costel, 29 anni, è morto ieri mattina cadendo da un’impalcatura alta sei metri. L’uomo stava lavorando in un cantiere edile in via Lerici a Torvajanica dove una ditta di Pomezia sta realizzando alcune palazzine. Vani i tentativi di soccorso. L’incidente è avvenuto nel cantiere di un condominio, dove - circa un anno e mezzo fa - perse la vita un operaio al momento della posa delle fondamenta. «Quella volta la vittima rimase seppellita dalla terra» ha ricordato Massimo Carletti, della Fillea Cgil. E sempre ieri, ferito un altro operaio romeno caduto da un’impalcatura di nove metri. L’uomo, ricoverato al San Camillo, è in prognosi riservata, ma non è in pericolo di vita. L’incidente è avvenuto intorno alle 10 in via di Santa Palomba, nella zona di Cecchina. L’operaio stava rifacendo il tetto di un capannone. Intanto ieri in apertura di seduta del Consiglio regionale il presidente Guido Milana ha proposto di «garantire ai lavoratori che trovano il coraggio di denunciare le situazioni di grande pericolo sui luoghi di lavoro un sistema di tutela pari a coloro che denunciano gli usurai o i mafiosi». Secondo Milana «è l’assenza di lavoro, infatti, la principale condizione di ricatto. Nulla cambierà sino a quando lo squilibrio tra domanda ed offerta, tra buone e cattive condizioni di impiego, tra certezze e precarietà, resterà così grande».
Sulla vicenda è intervenuto Fabio Armeni, presidente della commissione Sicurezza sui luoghi di lavoro del Lazio: «La Regione e la commissione che presiedo - ha detto - non partono da zero su questo tema della sicurezza sui luoghi di lavoro. Già nella precedente legge finanziaria regionale abbiamo previsto somme specifiche per rafforzare i controlli e per promuovere campagne di sensibilizzazione e informazione su questo problema, che è diventato una vera e propria emergenza regionale e nazionale». «Vado ripetendo da tempo che occorre uno sforzo in più - ha aggiunto Armeni - occorre prevedere la possibilità di assunzioni nelle Asl di personale che abbia la specifica competenza ispettiva: i controlli vanno rafforzati, nelle condizioni attuali non sono assolutamente sufficienti. E la risposta a questo problema la deve dare la politica. È importante aver varato leggi contro il precariato e per far emergere il sommerso, ma occorre un cambiamento di cultura sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, occorre una vera offensiva sul piano dell’informazione perché i lavoratori siano informati sui propri diritti per farli rispettare, altrimenti avremmo perso».